
Lettera aperta alla redazione di Franco Iorio
Fuori dai denti, ce lo vogliamo dire? In ordine non di responsabilità ma di presenza storica: la politica, i politici, le amministrazioni comunali, il popolo, chi scappa via, il colpevole di turno.
Se manca qualcuno, provvederemo. La politica: quando non ha saputo cogliere i tempi per realizzare la “Città Vallo di Diano”. Ora è troppo tardi. Parlo degli anni ’60 ma anche del 1976 quando iniziò la vita della Comunità Montana. Nel programma di quell’anno si leggeva che “La Comunità Montana del Vallo di Diano è un raro esempio di zona veramente omogenea. Se si opera con impegno e lungimiranza si potrà veramente dare vita alla Città del Vallo di Diano”.
Da politico di razza, Enrico Quaranta parlò di “utopia concreta” quando intuì l’ipotesi di un progetto capace di unificare i quindici Comuni di questa conca, cui aggiungeva quelli di Auletta, Caggiano e Salvitelle.
“Una città organizzata in tanti quartieri quanti erano prima i Comuni – scriveva Gerardo Ritorto – Una città policentrica che eliminando consequenzialmente una periferia, non crei marginalità e che non sia, essa stessa, periferia rispetto alle aree dove si produce e si riconosce la cultura, si aggrega e si gestisce concretamente il potere”.
I politicanti, quelli che seguirono e qualcuno c’è ancora, quando si preoccuparono che il progetto da alcuni definito “da fantascienza” e da altri copia in astratto della “Città del Sole” di Tommaso Campanella, poteva togliere la confortevole poltrone al proprio flaccido sedere. Non interessava il concetto operativo della costituzione di una nuova realtà amministrativa avulsa dalla burocratica sudditanza alla Provincia di Salerno. Allora il popolo non capiva e si faceva i fattacci suoi, magari al seguito. Inutile cercare aiuti estranei alla conca valdianese: i maggiorenti esterni, amici interessati, avrebbero bruciato le nostre case per cuocersi le uova.
Le amministrazioni comunali: ora come allora, non cambia molto, composta di autoreferenziali e “padroni” di panieri di voti, portatori di “interessi” svariati e personali, che si incontra in consiglio per approvare bilanci di entrate e spese ignote, compilati da tecnici magari prezzolati quanto incompetenti, e attenti a mai approvare un piano regolatore, allora, oggi un puc. Amministratori presenzialisti in prima fila, nelle manifestazioni e nei cortei, sempre assenti nei momenti cruciali delle decisioni per il “bene comune”.
Il Popolo: quando rimase assente alla lezione sul proprio futuro di Paolo Portoghesi che chiariva “…prima di essere un progetto urbanistico, è un “progetto percettivo”, chiamato a disegnare l’architettura di quella che non doveva essere una “nuova città, bensì doveva significare una risposta al grande problema del contrasto di interessi tra città e campagna”. Altri tempi, si dirà. Il Popolo era impegnato a lavorare all’estero e a investire nel mattone, col benestare del Sindaco pro-tempore a chiudere un occhio e l’altro pure all’impoverimento delle aree coltivabili.
Case su terreni rurali, sparse nei campi, lontane da rete idrica e fognante, magari autorizzate con requisiti agricoli ma realizzate con strutture di lusso e l’immancabile piscina. Seguiva l’inevitabile domanda alla sanatoria ricorrente. E’ cambiato qualcosa da ieri a oggi? Chi scappa via: i giovani, sì proprio i giovani, quelli che dovrebbero avere il coraggio di restare e invece preferiscono filarsela. Con i borsoni ben fatti e costosi in cui mettere indumenti e laurea 110 e la lode, e battersela. E’ vero, in altri tempi c’era la valigia di cartone chiusa con lo spago e la lentezza della “littorina” Sicignano-Lagonegro, mentre oggi l’autostrada se non l’aereo a Pontecagnano che porta in poche ore a Roma, ma i tempi oggi offrono possibilità di cimentarsi in attività che ieri non c’erano. E nondimeno si va via, si scappa, quasi si diserta. Poi si trova il tempo di dichiarare guerra su facebook e indagare un giorno sì e l’altro pure il “colpevole” di turno. Ecco, il colpevole di turno.
Naturalmente é chi ha fatto chiudere il Tribunale di Sala Consilina regalandolo a Lagonegro, chi ha contribuito al trasferimento del carcere di Via Gioberti, chi ha depauperato i servizi ospedalieri regalandoli a Vallo della Lucania, chi ha cancellato la tratta Sicignano-Lagonegro e oggi ne pretende la riattivazione sapendo che è economicamente e anche tecnicamente impossibile, chi pretende di avere servizi ospedalieri efficientissimi a Polla e Sant’Arsenio e poi sceglie altri nosocomi oltre Regione per le proprie cure. Ecco chi ha tradito il Vallo di Diano.
Nel gennaio 2008 fu pubblicato dalla Comunità Montana uno studio dal titolo “La qualità della vita nel Vallo di Diano – Verso la costruzione di un patto con i cittadini”. Non se n’è fatto niente. All’epoca qui vivevano 61.847 abitanti (29.951 maschi e 31.896 donne).
Oggi sopravviviamo forse in 56mila nel nostro piccolo mondo malati di discordia, dilaniati da una sorda sindrome di disgregazione, sofferenti di un pesante e gravissimo “sonno della ragione”. Prendiamone atto, riflettiamo. La desertificazione dei nostri paesi è inarrestabile. Vogliamo piangerci addosso oppure guardare avanti, dimenticando la Città Vallo, la Sicignano-Lagonegro, il Tribunale e il carcere, per puntare su quel che è possibile salvare, pensando a salvare noi stessi? Ci può salvare la “politica”? Credo di sì. Ma quella “politica” fatta di cultura, che deve vederci uniti a lottare sotto una sola bandiera senza campanili e senza colori. Una bandiera con un solo stemma, una bandiera che si purifica e si universalizza nel “bene comune” del Vallo di Diano.
– Franco Iorio –




Sig. Iorio l’evidenza dei numeri,ovvero tempi di percorrenza di autobus e treni è quello che conta e NON è opinabile . I Treni ad Alta Velocità che transitano, ogni giorno, anche dallla stazione di Sicignano, FRECCIAROSSA 1000 Taranto-Milano,A/R, sono una REALTA’ ed hanno cambiato ogni tipo di ragionamento sulla linea Sicignano-Lagonegro.Può continuare ad ignorare la realtà ma deve sapere che su oltre 16.000 km di Rete Ferroviaria Italiana quelli percorsi da treni a lunga percorrennza( Intercity e Frecce) sono circa 5.000 km( rete commerciale) , sugli altri 11.000 km transitano solo i treni REGIONALI. In Italia quindi, nella logica dei “rami secchi” , da lei evocata,bisognerebbe tagliare non 1.800 km di binari ma 11.000 km! NESSUNO ha MAI detto una simile corbelleria.La VERITA’ è che.oggi, in Italia, NON esiste un’altra linea ferroviaria SOSPESA al traffico da così lungo tempo al cui capolinea,Sicignano, transitano Intercity ( che fermano) e Frecciarossa 1000. Un CASO UNICO, ingiustificabile dal punto di vista economico, visto che esiste il regime di concorrenza sui Treni ad Alta Velocità( Trenitalia ed Italo)! E’ sempre bene informarsi sull’evoluzione della vita reale che è totalmente diversa da quella di 32 anni fa quando fu sospeso il traffico ferroviario su questa linea, a cui,invece, è legato il suo ragionamento.
Sig. De Vita, ho lavorato non solamente nel suo Comune ma in quasi tutti i Comuni del Vallo di Diano e anche della vicina Basilicata. Il mio curriculum è a sua disposizione. E’ probabile che lei non sappia che gli atti contabili dei Comuni sono oggetto di verifiche da parte della Corte dei Conti. Ora lei, nell’intento di partecipare, fa affermazione che ledono la mia onorabilità. Pertanto, la invito e diffido a dimostrare entro cinque giorni con dati di fatto e prove concrete le sue accuse, oppure darò incarico al mio legale di agire nel rispetto del codice penale. E’ quanto dovevo. Franco Iorio
Vallo di Diano il Venezuela d’Italia.
Condivido al 1000/1000 la lettera del Sig. Franco Florio. Ma le voglio far rilevare una cosa, che se non mi sbaglio anche lei in passato ha avuto incarichi nel mio Comune (San Rufo) ed ha contribuito a far approvare bilanci di entrate ed uscite oltre che ignote non veritiere….. e quindi pure lei è stato a servizio di padroni di panieri di voti dell’epoca.
Sig. Panetta, lei sa benissimo che all’epoca si disse “Tagliano i rami secchi” e così riduciamo il deficit della spesa pubblica: furono soppressi 1800 chilometri circa di linee ferroviarie, tra le quali di nostra Sicignano-Lagonegro. Ci fu il contentino dei servizi sostitutivi, quasi che questi non pesassero sulle finanze dell’azienda ferroviaria, servizi fantasmi per la loro incongruenza e per la tristezza del vuoto degli automezzi. Se passività c’era, e certamente c’era, era dovuta ai tempi di percorso che non potevano incoraggiare l’utente a servirsi di un mezzo di trasporto inadeguato ai ritmi della vita di tutti i giorni. Ma oggi una linea ferroviaria ripristinata senza la garanzia di offrire quella necessaria e indispensabile rapidità di collegamenti, quasi una copia di quella soppressa perché “ramo secco”, significherebbe fin d’ora votata a ulteriore futura e forse definitiva liquidazione. Per tutta una serie di motivazioni, io ritengo una battaglia persa insistere per la riattivazione.
Vorrei leggere gli scritti di coloro che hanno affermato che la riapertura della Sicignano-Lagonegro è ECONOMICAMENTE e TECNICAMENTE IMPOSSIBILE. La realtà è diversa , c’ è una VOLONTA’ contraria. Un esempio concreto, quello dei giovani che emigrano ed hanno, oggi un SOLO mezzo di trasporto pubblico per andare a Roma: l’AUTOBUS di LINEA. Questo mezzo impiega 4 ore e 20 minuti nel tragitto Polla- Roma TIBURTINA, 4 ore tra Sicignano e Roma TIBURTINA. Per raggiungere Roma TERMINI(centro Roma), in metropolitana, si impiegano tra i 15 ed i 20 minuti. OGGI, un treno Intercity, che NON è un Treno Alta Velocità(Frecciarossa 1000), impiega 3 ore e 37 minuti da Sicignano a Roma TERMINI. Ebbene per ” costringere” gli abitanti del Vallo di Diano ad usare gli AUTOBUS di LINEA, da e per Roma, la Regione Campania, dallo scorso 22 Giugno, NON ha attivato il Servizio sostitutivo AUTOBUS di TRENITALIA, in coincidenza con i TRENI Intercity a Sicignano, da e per i piazzali delle stazioni ferroviarie di: POLLA, SALA CONSILINA e MONTESANO/BUONABITACOLO. Nel frattempo ,NESSUN TURISTA verrà nel Vallo di Diano a vistare la Certosa di Padula e le Grotte di Pertosa, perché “costretto” a viaggiare su un AUTOBUS di LINEA tra Roma ed il Vallo di Diano !