Il comitato Se non ora quando-Vallo di Diano mercoledì è stato chiamato dalla Fondazione Pangea-Onlus ad intervenire in occasione della presentazione ufficiale di REAMA, la Rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza e per i loro figli, nata dall’impegno Fondazione Pangea Onlus con il sostegno di Fondazione Just Italia.

Alla presenza di Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio, oltre alle tante persone e associazioni che hanno aderito, Simona Lanzoni, vicepresidente di Fondazione Pangea Onlus, ha avuto modo di spiegare le finalità di REAMA. Al comitato Se non ora quando-Vallo di Diano è stato chiesto di aderire a REAMA, in virtù dell’attività specifica che dal 2011 svolge nel comprensorio territoriale di riferimento. Un riconoscimento importante che, se da una parte lo onora del proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere, dall’altra lo spinge a rimotivarsi alla luce delle sinergie da mettere in campo con le altre realtà aderenti a questa nuova rete. “Quando agli esordi delle nostre attività ci eravamo date dei traguardi per così dire immediati da raggiungere, quali quelli di divulgare nelle scuole la cultura del rispetto verso le donne, eravamo per così dire soddisfatte dei risultati ottenuti – fanno sapere dal comitato – Come in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2015, organizzata con la straordinaria e rilevante partecipazione del l’I.S.S. Cicerone di Sala Consilina, o per il One billion rising 2017, connotato da una significativa e consapevole partecipazione degli studenti del Pomponio Leto di Teggiano, due eventi che hanno visto tali corpi studenteschi stupendi protagonisti di due giornate memorabili“.

Con il progredire delle iniziative del comitato – continuano – abbiamo auspicato un mutamento generale dell’approccio al fenomeno della violenza di genere, da parte di tutti, nessuno escluso, perchè, come inscritto su di un nostro striscione utilizzato in vari eventi, ‘La violenza contro le donne è una sconfitta per tutti’. Auspicio concretizzatosi nel 2016, allorchè a Polla abbiamo dato vita ad uno sportello di ascolto per le vittime di tale violenza, denominato DIANA, frutto di una buona sinergia d’intenti con la correlata Amministrazione comunale. Ora siamo ad una svolta, perchè intravediamo la possibilità di pervenire ad obiettivi più concreti, che facciano invertire la tendenza comune a considerare la violenza come il destino inevitabile per alcune donne. Conseguentemente diventa fondamentale unire le forze di quante lavorano in tale direzione e, se c’è un’organizzazione che ci consente di intraprendere al meglio questo percorso, ben venga“.

Soddisfatte le componenti del comitato valdianese di avere come punto di riferimento REAMA, la Rete delle donne per le donne, “convinte che possa consentirci di praticare quel valore fondamentale della sorellanza. Ossia il legame di significativo sostegno tra donne, che consente di sentire l’urlo silenzioso di una donna bisognosa di un aiuto che non riesce ad esplicitare, perchè non sa quali passi intraprendere. I gruppi di auto mutuo aiuto possono essere un modo per stringere rapporti di solidaretà femminile, capaci di rafforzare le reti territoriali volte a proteggere le vittime e dare loro strumenti di empowerment per uscire dalla violenza“.

Diversi gli strumenti a disposizione di Reama: due sportelli, uno Antiviolenza online (sportello@reamanetwork.org) e uno specifico sulla violenza economica – Mia Economia – (miaeconomia@reamanetwork.org), per sostenere le donne che vivono o hanno vissuto una condizione di violenza economica e aiutarle gratuitamente ad analizzare il debito o, se possibile, a rinegoziarlo. Reama mette a disposizione anche un piccolo Fondo vittime, ovvero un piccolo sostegno economico alle donne sopravvissute alla violenza, ai loro figli o ai loro familiari come spinta per rincominciare e organizza seminari di formazione-informazione comune per approfondire temi ed esperienze in uno scambio reciproco di saperi, metodologie e buone pratiche.

Da semplice comitato Se non ora quando-Vallo di Diano, – concludono – impegnato originariamente nel contrasto culturale alla violenza di genere, ora passeremo ad essere partecipi di una rete solidaristica tra donne, con l’obiettivo di pervenire a risultati più proficui. Non per noi, ma per quelle sorelle che speriamo di ben rappresentare nei loro diritti, nei loro bisogni, nonchè nelle loro aspettative di una vita diversa da quella che subiscono, in cui la violenza non può nè deve essere considerata il loro pane quotidiano“.

– Chiara Di Miele –

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