
Sono trascorsi 32 anni dalla morte di Elisa Claps, la giovane che fu uccisa da Danilo Restivo nella chiesa della Santissima Trinità a Potenza.Â
Sotto il tetto il suo cadavere è stato sepolto per 17 anni. Era una domenica quel 12 settembre 1993, una di quelle domeniche di settembre da passare con gli amici, in centro a parlar di libri di scuola, primi amori e progetti futuri, una domenica come tante.
“Il vento della memoria semina giustizia“ scrive l’associazione Libera Contro le Mafie. Elisa Claps aveva 16 anni quando fu uccisa con 13 coltellate: “Da quel giorno sono trascorsi 32 anni di depistaggi e silenzi. Una vita intera per mantenere viva la memoria e continuare a cercare verità e giustizia. Sono stati 32 lunghissimi anni che hanno segnato profondamente non solo le vite dei suoi affetti più cari, ma anche di un’intera comunità . In questa triste vicenda un ruolo enigmatico e opaco è stato assunto dall’Ente ecclesiastico, i cui preti rappresentanti non sono mai stati collaborativi con gli investigatori”.
Tuttavia, la Diocesi di Potenza e la Parrocchia della Trinità si erano costitute parte civile nel processo. Il Tribunale di Salerno scrive a riguardo che “sebbene i resti mortali della giovane vittima siano stati rinvenuti nella chiesa della Trinità , da cui alla stessa è derivato evidente danno, ricorre al tempo stesso un profilo di abbandono e negligenza da parte del parroco prima e dei suoi diretti superiori poi, a causa della lunga permanenza di tali resti presso la chiesa senza che alcuno ne rilevasse la presenza, né collaborasse in maniera fattiva alle ricerche. Considerato che tali profili di negligenza e violazione di norme espresse emergono anche dalle dichiarazioni dei testi esaminati in sede di indagini, i quali hanno fatto riferimento ad una impossibilità di intervento presso il parroco della chiesa della SS Trinità al fine di riportare la sua gestione entro migliori e più attenti parametri”.Â
L’Associazione “Libera” accusa “anche se vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti”.


