
“A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile è dichiarato festa nazionale”.
A dirlo fu Alcide De Gasperi il 22 aprile 1946, che istituì l’anniversario della liberazione d’Italia. Un giorno dal grande valore storico, che evidenzia la lotta partigiana contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e contro l’occupazione nazista. Le gesta e le battaglie dei partigiani rimangono tutt’oggi un esempio di strenua difesa della libertà.
Sono tanti, anche nel Vallo di Diano, gli eroi che hanno scritto la storia. Tra questi c’è anche Angelo Ciorciari, 24enne di Sanza, aviere scelto della Regia Aeronautica e specialista automobilista.
A raccontarci la storia è il pronipote Lorenzo, che, tra le altre cose, ha affermato di aver scoperto solo da qualche anno questo legame grazie ad alcuni ricercatori storici. Angelo operava nel deposito di San Rocco a Napoli e mise la sua esistenza a rischio durante le Quattro Giornate di Napoli nel settembre 1943.
A livello storico va sottolineato che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che divide il Paese in due, Napoli bombardata insorge contro i tedeschi e Capodimonte è luogo di scontro tra soldati, partigiani e cittadini.
Il 28 settembre 1943, durante un agguato a un’auto militare tedesca, Angelo, per paura di ritorsioni verso la popolazione, dopo alcuni spari giunti da ignoti verso un mezzo tedesco non ci pensò due volte a guidare il veicolo e aiutò a nascondere un soldato ferito irrimediabilmente evitando così rappresaglie più estese e cruente.
L’aviere non si diede alla macchia e fu ritrovato poco dopo con le chiavi del veicolo in tasca. Con lui furono sommariamente processate altre 3 persone, tra cui un 15enne.
Nonostante l’intercessione di Eva Schmitt, il 30 settembre fu fucilato di schiena nel Real Bosco di Capodimonte. I familiari, in seguito, scoprirono che Angelo aveva anche una fidanzata e hanno inoltre conosciuto il fratello della ragazza molti anni dopo che raccontò di essere presente il giorno dell’esecuzione del giovane.
Angelo rimane un simbolo di coraggio e altruismo, un giovane del territorio che ha dato la vita per la libertà e la difesa dei più deboli. A Sanza è presente una lastra commemorativa del giovane che ricorda il sacrificio eroico.



