http://farm6.staticflickr.com/5514/11423425524_f429a266c0_m.jpg23 Novembre 1980. 31 anni fa. Ore 19:35. Un scossa di terremoto magnitudo 6,9 della scala Richter colpisce la Campania e la Basilicata, soprattutto l’Irpinia.
Circa 3000 furono i morti, 9000 i feriti, 280.000 sfollati e molti paesi distrutti.
Una vera e propria tragedia!!!

90 secondi di paura…
90 secondi che non verranno mai dimenticati, sia da chi c’era e sia da chi non c’era, come me; infatti mia madre (che abitava a Salerno) mi ricorda spesso quei momenti, momenti in cui non sai cosa fare e dove andare, momenti in cui non capisci cosa sta succedendo, momenti in cui per la paura e per la disperazione vai a rifugiarti con tutta la famiglia in una fiat 500.

Dopo quei terribili 90 secondi, carichi di morte,
un silenzio assordante ricopre la Campania e la Basilicata, poi le urla e le lacrime.
La scossa è finita ma niente sarà più come prima!Purtroppo all’epoca l’informazione era molto diversa, infatti non si seppero subito i danni provocati dal terremoto.

Lo dimostrano anche i “famosi” titoli del quotidiano “Il Mattino”:
Il 24 novembre il giornale titolò “Un minuto di terrore – I morti sono centinaia”.
Il 25 novembre scrisse :”I morti sono migliaia – 100.000 i senzatetto”
Mentre il 26 novembre ci fu il “noto” titolo « FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo”

Il 25 Novembre il Presidente Sandro Pertini andò nei luoghi della tragedia e vide con i suoi occhi la disperazione delle persone. Quando tornò a Roma, ci fu un’edizione straordinaria del TG2 dove, il Presidente disse agli italiani cos’era successo e soprattutto denunciò il ritardo dei soccorsi.
“ Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi” disse.
E furono proprio queste forti parole a far dimettere il Ministro dell’Interno Virginio Rognoni e a far rimuovere dall’incarico il prefetto di Avellino Attilio Lobefalo.

Ma queste parole entrarono anche nei cuori degli italiani che immediatamente si organizzarono per aiutare i paesi colpiti e fu proprio così che tutti si accorsero della drammaticità dell’evento, c’erano morti e feriti ovunque.

Purtroppo il terremoto in Irpinia è ricordato anche per gli scandali sulla ricostruzione.
La ricostruzione dopo il sisma, infatti, è uno dei peggiori esempi di speculazione, tanto che anche la magistratura se n’è occupata più volte.

Nel 1989 venne istituita una Commissione d’inchiesta per capire con esattezza quanto realmente lo Stato sborsò per la ricostruzione : 50.620 miliardi di lire.
Dalle indagini si venne a sapere che i sovvenzionamenti di soldi pubblici nelle regioni terremotate, vennero sfruttati da molti imprenditori, che arrivarono nelle terre disastrate con progetti per la ripartenza economica ed una volta che arrivavano i contributi si dichiaravano falliti.
Il numero dei comuni da ricostruire, ma dove non c’era reale necessità, salì velocemente.

Voglio chiudere quest’articolo con le parole del Presidente Pertini alla chiusura del suo discorso “Credetemi, il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi”.

Questa frase dovrebbe far riflettere per far sì che certe situazioni non accadano mai più….

– Antonio Colombo –

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