Domenica 15 novembre ricorre la “Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada”.

Come ogni anno, ad impegnarsi in prima linea è l’A.I.F.V.S. Onlus (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus), i cui componenti non potranno scendere in piazza a causa delle restrizioni dovute al Covid-19. Saranno, pertanto, i social il mezzo per ricordare chi non c’è più.

La nostra associazione, in questo momento di grandi tragedie mondiali legate ad un virus, non può non sottolineare che si continua a morire per incidenti stradali – afferma il presidente Alberto Pallotti Un problema purtroppo poco evidente e troppo sottovalutato. Ogni anno sulle strade italiane muoiono migliaia di persone per l’incoscienza di soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti e si distraggono alla guida. Nei numerosi processi su piano nazionale in cui siamo presenti, come parte civile e non, sosteniamo le famiglie condannate all’ergastolo del dolore e combattiamo al loro fianco nel nome della giustizia. Quest’anno, a causa del DPCM che vieta manifestazioni in piazza e, dunque, assembramenti, siamo costretti a ricordare i nostri cari sui social in ogni modo possibile. Speriamo di poter tornare presto in piazza a sensibilizzare le persone”.

E’ certamente doloroso per i familiari delle vittime della strada non poter condividere il grande dolore con chi lo ha provato allo stesso modo in piazza o nelle chiese – il commento di Biagio CiaramellaTuttavia, per la tutela della saluta pubblica, è importante rispettare le regole. E’ per questo che chiediamo a tutti i familiari delle vittime della strada di spostare il loro operato sui social, pubblicando una foto in ricordo di chi non c’è più. Ciò che resta nei cuori non smette mai di vivere. Apporremo, ove ci è concesso a seguito di confronto con le amministrazioni, i nostri striscioni nelle municipalità. Vogliamo che i giornali diano lo spazio giusto al nostro dolore, che trattino la tematica, che affrontino ciò che avviene all’interno dei tribunali, che si battano per l’annichilimento di quei patteggiamenti sempre più frequenti che sono una vera e propria offesa per le famiglia”.

– Claudia Monaco –

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