Dal rapporto annuale dell’Osservatorio sul fenomeno della violenza sulle donne, presentato lunedì nella sede del Consiglio regionale della Campania, emergono 248 casi in provincia di Salerno denunciati nel 2018. Nello stesso anno di riferimento sono state 1258 le donne che in Campania si sono rivolte agli sportelli antiviolenza. Nel Vallo di Diano è attivo dal 2016 il Centro Antiviolenza Aretusa, con sede in via Stazione ad Atena Lucana, nato grazie ad un finanziamento della Regione Campania a favore del Piano Sociale di Zona S10, che ne ha affidato la gestione all’Associazione Differenza Donna Ong, impegnata fin dal 1989, sia sul piano nazionale che internazionale, nel sostenere le donne e i minori che hanno subito violenza.

Aretusa accoglie le donne vittime di violenza rispondendo alle esigenze di 19 Comuni tra Vallo di Diano e Tanagro, offrendo supporto concreto, costante e gratuito a chi decide di intraprendere un percorso di uscita dai soprusi, attraverso informazioni e ascolto telefonico h24, colloqui di sostegno e consulenza psicologica, valutazione del rischio, assistenza e consulenza legale, orientamento e accompagnamento al lavoro.

La responsabile del Centro è la giovane Katia Pafundi, con cui abbiamo analizzato il dato portato alla luce dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio ed evidenziato come fare per uscire fuori dall’incubo della violenza. “Non ci sono più casi di violenza in provincia di Salerno, – chiarisce – ma il fenomeno viene maggiormente fuori perchè ci sono altre aperture di centri specializzati che accolgono la richiesta delle donne. Noi in tre anni abbiamo accolto 205 donne, ma se Aretusa non fosse esistito nessuno avrebbe mai conosciuto questo dato. Finchè non esistono servizi specializzati sul territorio è chiaro che la donna non può far emergere il suo bisogno“.

Katia Pafundi ricorda poi alle donne in difficoltà che “possono rivolgersi a noi attraverso due linee telefoniche, allo 09751966166 ed al Numero Verde 800413300. Nel momento in cui chiamano hanno subito un contatto con un’operatrice specializzata che, già a telefono, ha la possibilità di fare una piccola valutazione del rischio e della situazione in cui si trova, per capire anche quando dare un appuntamento a chi chiama o se indicare subito alla donna di rivolgersi al Pronto Soccorso o ai Carabinieri“.

Così inizia l’iter con il Centro Antiviolenza Aretusa. “Valutiamo insieme alle donne – continua Katia – quali sono le possibilità reali per uscire dalla violenza. Poi è lei che deve scegliere quali mettere in atto e noi saremo al suo fianco per renderla più preparata ad una scelta consapevole. Il nostro progetto S.A.R.A. ci dà, ad esempio, la possibilità di aiutarle a cercare lavoro, di pagare affitti di casa o voucher per la formazione“.

S.A.R.A. ha preso il via nell’aprile 2018, dura due anni ed ha come destinatarie finali circa 120 donne che stanno uscendo dalla violenza o dalla tratta e dallo sfruttamento sessuale. Vanta la creazione di una rete di Centri Antiviolenza che rappresenta la reale possibilità per le donne di avvicinarsi ai servizi di sostegno, percorsi di screening per promuovere il diritto alla salute delle donne, percorsi specifici per donne con disabilità vittime di violenza, azioni di orientamento e accompagnamento al lavoro e di ricerca di soluzioni abitative per contrastare la violenza economica e promuovere l’autonomia delle vittime, anche mediante l’erogazione di voucher per attivare work experience presso aziende del territorio, per frequentare percorsi formativi finalizzati ad un inserimento lavorativo e per fruire di un
sostegno economico per il pagamento di affitti.

– Chiara Di Miele –


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17/9/2019 – Violenza sulle donne, 248 casi in provincia di Salerno nel 2018. I dati dell’Osservatorio regionale

 

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