Procedura giusta oltre che legittima e nessun errore commesso dal Comune di Vietri di Potenza nell’ambito di una gara ad evidenza pubblica per la vendita del materiale depositato presso una cava di proprietà dell’Ente.
E’ questo, riassumendo un provvedimento adottato ieri, quanto deciso dal Tar di Basilicata, che si è espresso a seguito del ricorso presentato da un’azienda (che aveva già in passato gestito una cava a Vietri) che è stata condannata a pagare al Comune le spese per mille euro, oltre a rimborso forfettario e accessori di legge. L’azienda, inoltre, si è vista respingere la domanda cautelare (in sostanza, la sospensione del bando di gara) da parte del Tar Basilicata (Fabio Donadono presidente, Pasquale Mastrantuono consigliere estensore e Paolo Mariano referendario).
Il Comune con una determina dello scorso 14 gennaio ha indetto un procedimento di evidenza pubblica per la vendita del materiale estratto, depositato nella cava. Nel ricorso, che ha portato alla società ricorrente a proporre domanda cautelare, sono stati contestati vari aspetti del bando di gara, dalla pubblicazione ad alcuni articoli al suo interno. Nel giudizio si è costituito il Comune, difeso dall’avvocato Paolo Giordano (la società ricorrente è stata difesa dagli avvocati Marcello Fortunato, Dario Gioia e Paolo Galante). Per il Tar Basilicata “non è sussistente uno spoglio violento o clandestino della cava” perché il Comune ne è proprietario. In particolare, la società che ha fatto ricorso contro l’ultimo avviso pubblico del Comune, per il Tar “non avrebbe interesse a contestare l’art. 1 del bando quando prevede la vendita del materiale estrattivo perché si oppone alla gara e non intenderebbe presentare offerta”. Inoltre, sempre secondo i giudici di via Rosica, il Comune di Vietri avrebbe dimostrato che il materiale inerte, depositato sul terreno di proprietà della società ricorrente, sarebbe stato estratto dalla cava e sarebbe ritornato nelle disponibilità dell’Ente. Lo stesso Tar ha sottolineato come il Comune ha agito legittimamente anche nella pubblicazione del bando “avendo fatto pubblicità legale con la pubblicazione nei propri siti informatici dell’Ente pubblico”.
Ricordiamo che la stessa cava, a seguito di un lungo procedimento civile, andato avanti dalle aule del Tribunale e fino al Consiglio di Stato, è stata restituita al Comune di Vietri di Potenza lo scorso anno dopo che l’Ente ha avuto ragione nei vari giudizi. In particolare, come sottolineato anche dal Tar in questo ultimo provvedimento “è stata accertata definitivamente l’inesistenza di qualunque titolo di parte dell’azienda a proseguire lo sfruttamento della concessione di estrazione mineraria”. La cava, il 31 marzo dell’anno scorso, è stata restituita definitivamente al Comune. Che potrà continuare nella sua evidenza pubblica e fare ciò che più ritiene opportuno essendo il legittimo proprietario.

