Archiviata, in modo certo non indolore, la pratica relativa alla soppressione del tribunale di Sala Consilina, per il Vallo di Diano è già tempo di rimboccarsi le maniche e di organizzarsi per affrontare al meglio le prossime eventuali “offensive” relative a strutture e/o realtà del territorio.
Per molti (quasi per tutti) l’accorpamento del presidio di giustizia salese a quello di Lagonegro, rappresenta un vero e proprio “scippo” nei confronti del territorio. Tanto che al termine dell’incontro tenutosi al Comune di Sala tra i sindaci del Vallo e la delegazione lucana, alcuni primi cittadini hanno dichiarato: “come territorio siamo stati venduti dalla politica”.
Per altri, invece, nonostante l’ingiustizia subita, può rappresentare una carta da giocare, per far si che torni d’attualità il tema relativo alla tratta ferrata Sicignano-Lagonegro. O un’occasione preziosa per trasferirsi, come territorio, in Lucania.
Tuttavia, chiuso il tribunale e in attesa di far chiarezza in merito alle questioni legate alla centrale Terna di Montesano, alle perforazioni petrolifere ed ai PSAUT di Teggiano e di Padula-Montesano, è forse il caso di spostare l’attenzione verso l’ospedale di Polla. Il cui futuro, tra reparti non più attivi e “voci” poco incoraggianti, non sembra essere chiaro. E’ forse il caso di mettere già le mani avanti, affinché, come per il tribunale, non si dica “bisognava intervenire prima”.– Cono D’Elia – ondanews –

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