E’ stata condannata a due anni con la condizionale con l’accusa di usura la consigliera comunale di maggioranza del Comune di Capaccio Paestum, Alfonsina Montechiaro, insieme a Lucio Moriano e Roberto Gregorio, sempre di Capaccio. Ieri la sentenza di primo grado emessa dal gup Ubaldo Perrotta del Tribunale di Salerno.
Nel 2019, invece, con lo stesso capo d’accusa andranno a processo il fratello della consigliera, Giovanni Montechiaro, e Melchiorre Marrazzo.
Come riporta il quotidiano “La Città di Salerno“, la vicenda nasce da alcuni prestiti concessi ad un allevatore di Capaccio, che tra il 2002 e il 2005 sarebbe stato costretto a cedere anche 130 bufale per onorare gli interessi che non riusciva a pagare. L’uomo aveva chiesto un prestito di 40mila euro a Montechiaro, su cui avrebbe versato un tasso di interesse annuo medio del 120%. Per questo motivo aveva dovuto dare in cambio anche i capi di bestiame.
Nel 2007 chiese un altro prestito di 17mila euro a Marrazzo con interessi che sembrerebbe arrivassero fino al 140%.
Tra il 2009 e il 2011, trovandosi in enormi difficoltà, l’allevatore chiese in prestito 100mila euro ai cinque imputati, tra cui la consigliera Montechiaro. Anche in questo caso il tasso avrebbe superato il 100% così in tre anni l’uomo ha dovuto restituire circa 500mila euro. Solo quando non ha più retto alla pressione, ha deciso di denunciare tutto alle forze dell’ordine che hanno aperto un’indagine sulla vicenda.
La sentenza di ieri è giunta al termine di un rito abbreviato. E’ stata disposta anche la confisca di denaro, beni e altre utilità per circa mezzo milione di euro.
– Chiara Di Miele –

