Si è tenuto oggi pomeriggio, presso l’Università degli Studi di Salerno, l’incontro con il giornalista, conduttore televisivo e scrittore Franco Di Mare, ospite della rassegna culturale DLive Media organizzata da DAVIMUS – corso di laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo.

Mi ritengo una persona fortunata perché svolgo il lavoro che sognavo di fare da bambino. Infatti in un tema a scuola scrissi che da grande volevo essere un inviato di guerra racconta Di Mare – Non tutti hanno la fortuna di incontrare la propria vocazione da subito e coltivarla. Per questo dico che non vale la pena combattere contro noi stessi ma bisogna coltivare le proprie vocazioni al meglio”.

Il giornalista napoletano ha raccontato di aver iniziato la sua carriera nel 1980 come inviato nel sisma in Irpinia e che molti colleghi lo scoraggiavano per la carriera intrapresa perché il giornalismo era in crisi.

Crisi significa cambiamento in cui trovare un’opportunità – ha aggiunto Di Mare – Ci troviamo davanti a un giornalismo complesso fatto di dinamiche difficilissime e se non si ha l’attrezzatura culturale adeguata a interpretare il mondo che cambia si corre il rischio di diventare manipolatori senza nemmeno volerlo“.

Di Mare ha riportato tanti aneddoti della sua esperienza come inviato soprattutto all’estero in scenari di guerra e ha ribadito che bisogna prestare attenzione alle notizie e al modo in cui sono riportate. Il giornalista ha poi spiegato che negli ultimi tempi, con la digitalizzazione e l’uso dei social spesso si diffondono “fake through”, cioè notizie con approssimazione del vero che al contrario delle fake news hanno una durata più lunga perché contengono una certa plausibilità.

“I giornalisti italiani sono abituati a evitare domande scomode – ha concluso Di Mare – Ma è essenziale imparare a fare domande vere ai politici perché la democrazia si regge su 4 grandi pilastri uno dei quali è il mondo della comunicazione che al momento traballa“.

– Rosanna Raimondo –

 

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