Lettera aperta di Franco Iorio alla redazione

Sono i giovani che dopo due anni di pandemia pensavano di essere ascoltati, speravano in un risveglio del dibattito, della partecipazione. Invece sono stati accolti dalle manganellate della Polizia.

Eh no, così proprio no, Ministra Luciana Lamorgese, nativa di Potenza, dunque meridionale: lei non può non sapere il rischio di una risposta violenta a una politica sbagliata. Specie se mettiamo a confronto le manifestazioni di novembre dei cortei privi di autorizzazione e con infiltrati neofascisti che devastarono la sede della Cgil.

E tu, King Mario, che facciamo, li ignoriamo questi ragazzi? Proprio non vogliamo ascoltarla questa nuova generazione alla quale i partiti non sanno dare voce? Non hanno nemmeno diritto al voto sui referendum più importanti questi ragazzi e gli tappiamo pure la bocca se gridano che sono comunque portatori di prerogative costituzionali. Aggiungiamoci anche umane.

Ascoltavo ieri l’altro un giovane che parafrasando Woody Allen, tra il serio e il faceto, diceva grosso modo che nell’Italia del 2022 la democrazia rappresentativa è morta, la democrazia diretta ha fallito, e anche lui non si sentiva molto bene.

Anche a me, che diversamente da quel giovane ho sulle spalle un certo carico di anni, pare che il Parlamento sia come paralizzato, che navighi al buio, senza una chiara visione del futuro che possa aiutare a dirigerne il cammino. Se non si dà ascolto alla moltitudine dei giovani, se vi è chiusura alle istanze che provengono dal basso sui temi fondamentali della scuola, del clima, del fine vita, del disegno di legge Zan e se l’impegno di questa nuova generazione, che chiede spazi di partecipazione e diritti, trova i manganelli e il Palazzo sordo allora vuol dire che la politica ha smarrito del tutto il contatto con la società. Ha smarrito completamente la visione del domani con quella parte basilare e imprescindibile della società che sono i giovani.

Andremo noi stagionati a votare i referendum sulla giustizia magari rendendo felice “capitan” Matteo scopertosi oggi garantista, lui con se stesso ovviamente, e pure con l’aiuto del fu Movimento” transitato dalla democrazia diretta a gruppo partitico e adesso “come assiso talvolta il villano sulla porta del cheto abituro” (Manzoni) nei palazzi romani.

E dunque alla generazione inascoltata diremo che alla fin fine disturba, infastidisce, per dirla tutta rompe perché non ha rappresentanza per farsi sentire. Soprattutto perché non esistono più i partiti che raccolgono la loro voce e ne fanno bandiera di riconoscimento.

E tuttavia non per questo devono solamente andare a scuola e rinunciare alla partecipazione: è il loro tempo questo, è oggi che possono modellare quel domani che sognano, dare forma a quella società migliore, più giusta, più rispettosa dei diritti fra minoranze e parità di genere.

Proprio se mi posso permettere, a voi ragazzi dico che non avete necessità di costruire altri recinti, dovete solamente superare quelli esistenti. Fate una politica insieme, senza questione di nomi ma di chiarezza, pretendete una riflessione sull’alternanza scuola-lavoro. E siate certi che “il mondo progredisce, l’avvenire è radioso, nessuno può cambiare questo orientamento generale della storia”.

– Franco Iorio –

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