
E’ stato condannato a 20 anni di reclusione Vincenzo Santimone per aver ucciso il padre a Eboli.
Il fatto avvenne nel marzo del 2024, quando al culmine di una lite, il figlio colpì il padre a coltellate. Il pm aveva chiesto 5 anni in più, ma i giudici della Corte d’Assise hanno stabilito una pena di 20 anni, sebbene la difesa avesse tentato la carta dell’infermità mentale.
Il perito nominato dalla Corte d’Assise ha concluso per un vizio parziale di mente e disturbi della personalità, manifestati anche in tempi precedenti all’omicido. In Appello, la difesa del parricida potrebbe insistere su questo aspetto.
I giudici ieri hanno stabilito che, al termine dei 20 anni di espiazione della pena, Santimone sarà soggetto alla misura di sicurezza da verificare ogni 3 anni in quanto ritenuto particolarmente pericoloso.


