
La comunità di Polla questo pomeriggio si è riunita, affranta, per porgere l’ultimo saluto a Marco Grimaldi, il 46enne che ha drammaticamente perso la vita in un incidente in moto avvenuto a Castrocucco di Maratea nello scorso weekend.
Marco, che era il titolare di un’impresa edile, coltivava da sempre una forte passione per le motociclette. Quella stessa passione che purtroppo lo ha strappato alla vita mentre rientrava da un raduno di centauri.
Oggi, nel Convento di Sant’Antonio gremito di persone, la moglie Maria Rosaria, la figlia Barbara, la famiglia e tutti i suoi amici lo hanno salutato per l’ultima volta durante un toccante rito funebre. Un uomo dedito al lavoro e ai suoi cari, stimato da quanti lo hanno conosciuto e, come descritto dall’Amministrazione comunale, “marito amorevole e comprensivo, padre attento e tenero, figlio e fratello premuroso, amico disponibile e fidato”. Persona esemplare, la cui morte ha lasciato attonita una intera comunità segnata dal lutto cittadino indetto dal sindaco Massimo Loviso in occasione dei funerali concelebrati da Padre Raffaele Petti, don Antonio Calandriello, don Pasquale Lisa e don Franco Maltempo.
“La morte di Marco è complessa da decifrare, ma chiediamo al Signore di poter affrontare questo momento. Coloro che fanno l’esperienza della morte incontrano il Signore e per Marco si apre la possibilità di essere accolto dalla famiglia del Cielo così come è stato tanto amato dalla sua famiglia in terra – si è detto nel corso dell’omelia -. Anche noi, come Gesù sulla croce, a volte ci sentiamo abbandonati. Ma il coraggio della nostra Fede ci motiva della speranza che abbiamo dentro. Forse negli istanti in cui Marco ha fatto l’esperienza della morte c’è la possibilità che anche lui avrà elevato al Signore un’invocazione come quella che elevò Gesù, ‘Perchè mi hai abbandonato?’, e probabilmente si sarà abbandonato nelle mani di Dio percependo la morte imminente”.


