Si dimette il vicesindaco di Casaletto Spartano, Enrico Galatro. Una decisione che lui stesso ha definito difficile e sofferta e alla quale è arrivato dopo una riflessione che ritiene essere durata anche troppo.

Avrei dovuto fare questa scelta già tempo fa – spiega Galatro – quando nel settembre 2015 fui accusato di ‘inciuci politici’ non veri. Da allora sono passati oltre due anni, nel corso dei quali ho cercato in tutti i modi di recuperare un dialogo politico amministrativo con te, ma le cose non hanno fatto altro che peggiorare”.

L’ormai ex vicesindaco scrive così al primo cittadino Giacomo Scannelli, con il quale aveva vinto le elezioni nel maggio 2014.

È indubbio che il fattore scatenante del declino della vigente maggioranza sia stato l’atteggiamento politico e amministrativo da te avuto – continua Galatro – atteggiamento contraddistinto tra l’altro da attitudini ostili nei miei confronti e nei confronti della cittadinanza tutta”.

Un ambiente senza programmazione e organizzazione che ha portato inevitabilmente ad un operato gravoso sulle casse comunali e sui cittadini. È su questo aspetto, e sulla mancata assegnazione di deleghe richieste più volte, che Galatro concentra le motivazioni delle sue dimissioni.

Le nostre richieste sono state sempre ignorate – continua l’ex vice di Scannelli – e le deleghe circoscritte alla tua figura”.

Poi passa in rassegna le azioni che per Galatro avrebbero rallentato l’andamento e lo sviluppo della realtà di Casaletto. “Nessun provvedimento per l’assenza di medici di notte al Saut, la mancanza di gestione ai Capelli di Venere, incassi di quest’ultima investiti per chiudere il bilancio e non per le attività e i servizi necessari alla popolazione, il mancato spostamento della scuola media, l’assenza di programmazione di lavori e iniziative per sostenere l’economia locale, la presentazione della festa ‘A zita 2017’ rimasta solo una vana illusione e la mancanza di rapporti istituzionali con i cittadini, le associazioni e le aziende” conclude Galatro nella missiva, firmandosi “il vicesindaco di tutti”.

– Marianna Vallone –

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