
Legambiente ha impiegato lo scorso fine settimana per la pulizia in contemporanea di diverse spiagge, tra cui quella di Capaccio Paestum.
Il dato rilevante della raccolta è nella presenza sempre maggiore di polistirolo, un rifiuto leggero, facilmente disperso nell’ambiente e capace di frammentarsi rapidamente, fino a diventare sempre più difficile da recuperare.
In generale sulle coste campane Legambiente ha censito 10.474 rifiuti in polistirolo, pari all’8,5% di tutti i rifiuti monitorati, ma il dato più preoccupante riusulta alla foce del Sele e a Capaccio Paestum, dove il polistirolo ammonta al 13,2% di tutti i rifuti spiaggiati.
“E’ il dato di percentuale più alto rilevato ai nostri monitoraggi” hanno commentato i volontari.
“Pulire è necessario. Ma non può essere l’unica risposta” hanno chiarito da Legambiente. Il polistirolo è impiegato molto in agricoltura e nel settore ittico, entrambi mondi fiorenti in Campania.
“Accogliamo positivamente il disegno di legge regionale che punta alla progressiva sostituzione dei contenitori in polistirolo nel settore ittico e chiediamo che la stessa transizione venga estesa anche alla filiera agricola e ortofrutticola, con incentivi alla sostituzione, sistemi riutilizzabili e riciclabili e strumenti concreti di economia circolare” ha concluso Legambiente.



