– Lettera aperta del vicesindaco di San Rufo Domenico Abatemarco –

Mentre la Regione Campania si organizza per garantire una organizzazione da popolo civile in vista del via dal 16 alla vaccinazione per i più piccoli, i Distretti dell’ASL SA 3 si danno da fare dopo i disastri registrati negli ultimi due venerdì 19 e 26 novembre. Roba da terzo mondo.

Dopo le proteste dei cittadini del Calore Distretto Sanitario 69 e quelli di Ravello non poteva essere da meno il nostro Distretto. Si dice che la storia non torna mai indietro, i Dirigenti del nostro Distretto hanno sfatato anche questo. Il 19 ho subìto direttamente sulla mia persona questa umiliazione. Siamo ritornati indietro di oltre 80 anni quando i nazisti incolonnavano i poveri ebrei per portarli a morire verso i forni crematori ma noi poveri cristi cerchiamo di vivere con la somministrazione della terza dose del vaccino. Arrivo all’hub di Prato Perillo, senza prenotazione, a ruota libera bisognava presentare la sola tessera sanitaria. Alle 14.30 apertura, ore 15 trovo una fila di oltre 100 persone tutte senza mascherine addossate una sull’altra senza alcun distanziamento, incolonnate in una staccionata segnata con nastro di cantiere, sedie zero, servizi igienici zero, acqua zero. Grida, spintoni, anziani addossati ai parenti e meno male che non pioveva. Faccio la somministrazione alle 18,25. Il lunedì nelle vesti di vicesindaco di San Rufo chiamo la Direzione generale ASL per parlare con il Direttore generale Iervolino ed ho la fortuna di parlare con la sua segretaria che gentilmente mi dice che ne avrebbe parlato con il Dirigente. Sabato 27 vedo su Fb le lamentele dell’ing. Priore di Polla il quale denunciava che il giorno prima presso lo stesso hub aveva subìto l’umiliazione più brutta della sua vita.

Allora mi sono reso conto in che mondo viviamo. L’ingegnere aveva accompagnato la moglie portatrice di handicap a fare il vaccino. Aveva raccomandato le pecore al lupo. Ho perso la fiducia nelle Istituzioni.

– Domenico Abatemarco –

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