Su disposizione della Procura di Potenza, la Polizia di Stato oggi ha eseguito l’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Potenza, nei confronti di 13 indagati ritenuti gravemente indiziati dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, estorsione e violazione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno

In particolare, sono state emesse due misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Forte (1989) e Pasquale Giorgio (1991); 7 misure degli arresti domiciliari nei confronti di Claudio Lapenna (1987), Luna Telesca (1994), Miriam Caterina Moretti (2000), Ferdinando Natrella (1983), Donato Santarsiero (1986), Rocco Santarsiero (1983), Maurizio Bochicchio (1990); 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di Francesco Papappico (1978), Rocco Sabia (1995), Consuelo Rossiello (1995), Giuseppe Pace (1950).

L’indagine delegata dalla Procura della Repubblica e svolta dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga si è sviluppata a seguito di una denuncia per estorsione negli ambienti dello spaccio potentino ed ha consentito di far luce sulle intense attività di spaccio svolte da vari pusher attivi a Potenza e Avigliano.

Determinanti per ricostruire la vicenda estorsiva sono state le risultanze emerse dall’analisi dei tabulati telefonici nonché gli accertamenti tecnici disposti sui dispositivi di telefonia mobile che hanno consentito di acquisire materiale probatorio a carico degli autori dell’estorsione, ossia Giorgio, Lapenna e Papappicco. Da tale segmento di indagine si è riusciti a raccogliere elementi probatori che sono stati ritenuti dal Giudice tali da integrare il grave quadro indiziario in ordine all’attività di spaccio compiuta da Giorgio in concorso con la sua compagna Moretti e la coppia Forte e Telesca.

Tramite la successiva attività di captazione delle conversazioni telefoniche si è individuato il canale di rifornimento degli indagati, riconducibile a Ferdinando Natrella, attivo nella cittadina pugliese di Altamura, da cui sono pervenute le maggiori partite di cocaina destinate alla citta di Potenza. Gli approvvigionamenti avvenivano nel parcheggio dell’ospedale altamurano “Fabio Perinei”; il posto, infatti, garantiva maggiore discrezione e riservatezza. In proposito, si è proceduto ad effettuare un apposito riscontro diretto dell’attività attraverso opportuni servizi di polizia giudiziaria. Il 27 febbraio 2019 personale dell’antidroga ha arrestato la coppia Forte e Telesca al rientro da un viaggio di rifornimento, poiché in possesso di 31,39 grammi di cocaina e di 3.795 euro in contanti. Tuttavia, anche dopo l’arresto l’attività illecita non si è interrotta: l’ascolto delle conversazioni telefoniche, infatti, ha fatto rilevare ulteriori episodi di spaccio sempre ad opera dei due e, nonostante la sottoposizione ai domiciliari, anche il compimento di un altro viaggio di approvvigionamento sempre verso Altamura.

Nel corso dell’indagine sono emerse le figure di Donato Santarsiero e Rocco Sabia che, sulla base delle risultanze investigative, risultano avere concorso con Forte nell’attività di spaccio, cedendo droga a Consuelo Rossiello, responsabile a sua volta di un episodio di cessione in concorso con Telesca. Questo filone di indagine evidenzia anche il ruolo di alcuni intermediari, sottoposti alla sorveglianza speciale, con il compito di reperire acquirenti. In particolare Maurizio Bochicchio che dalle investigazioni è risultato avere procurato dei clienti a Giorgio, trattenendo come compenso parte del quantitativo di droga destinata all’acquirente. Inoltre, il lavoro degli inquirenti ha fatto luce su altre due piazze di spaccio, rispettivamente a Potenza e nel vicino comune di Avigliano.

Per quanto riguarda la città di Potenza, il percorso investigativo ha fatto emergere anche il ruolo di Rocco Santarsiero, alias Pupetta, fratello di Donato, già risultato in precedenti indagini promotore di un’associazione criminale dedita allo spaccio nel quartiere Bucaletto, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, che dopo un periodo di custodia cautelare in carcere fino a febbraio 2019 ha intrapreso un’autonoma attività di spaccio con l’ausilio di Pasquale Giorgio, anch’esso sorvegliato speciale. Invece, sono stati acquisiti gravi indizi a carico di Giuseppe Pace che operava ad Avigliano e spacciava esclusivamente cocaina.

I principali luoghi di spaccio individuati dagli investigatori sono a Potenza il Parco Elisa Claps, nei cui pressi vi erano le abitazioni di cinque degli indagati, Viale Marconi, Viale Firenze nelle vicinanze di Piazza don Bosco, contrada Sant’Antonio La Macchia e Viale del Basento. Per quanto, invece, attiene Avigliano, i luoghi di smercio erano il centro storico e la stazione delle Ferrovie appulo-lucane.

– Chiara Di Miele –

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