Lettera aperta di Antonio Citera, Delegato alla Sanità del Comune di Sanza.

Servono più prudenza e meno divieti. I cittadini, da un anno a questa parte, si sono ritrovati a dover far fronte non solo ai problemi di salute legati al Covid-19 ma anche ad altre patologie come attacchi di panico, depressione e ansia che sembrano aumentare considerevolmente tra malati e operatori; pertanto penso sia necessario, se non addirittura corretto, permettere loro di poter effettuare visite senza incontrare troppi problemi.

In ogni modo sono pienamente d’accordo con chi, ancora oggi, sostiene che occorre massima prudenza e attenzione dal momento che le mutazioni e le conseguenze del virus aprono scenari imprevedibili.

Malgrado ciò, leggo con gioia il ritorno alla zona gialla dal 26 aprile che dovrebbe permettere a tutte le attività commerciali di ripartire dopo un lungo periodo di fermo. Sulla base di ciò che è stato detto, penso si debbano prendere misure consone alle circostanze in merito all’apertura e alla gestione delle attività commerciali.

Come ben sappiamo, nelle regioni in fascia gialla, dal 26 aprile sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto sia a pranzo che a cena; a tal proposito penso sia giusto mettere i ristoratori nella condizione tale da poter lavorare, magari aiutandoli, spostando l’orario di chiusura alle ore 23.00 e usufruire dei posti all’interno, rispettando sempre tutte le norme anti-Covid: mascherine, contact trading e distanziamento sociale.

In aggiunta, dal 26 aprile, riaprono anche i teatri, i cinema e le piscine all’aperto e non capisco per quale motivo non possono farlo in egual modo anche gli esercizi commerciali che, dal punto di vista lavorativo, potrebbe essere un’occasione di lavoro per tanti senza però andare a gravare su coloro che non hanno a disposizione dehors. Se non diamo l’opportunità a tutti di riaprire a pranzo, cosa che non sembra essere in contrasto con il decreto che riapre i luoghi dello spettacolo, provocheremo una disparità di trattamento a danno di molti ristoratori già sofferenti.

Le aziende, anzi l’Italia in generale, devono ripartire e cercare di evitare un fallimento attuando il decreto di apertura che ha stabilito nuove regole per le regioni in zona gialla.

Concludo dicendo che ci sono i margini per effettuare alcuni correttivi al decreto riguardo alla possibilità di usufruire dei tavoli all’interno dei locali e, in ultimo, spostare il coprifuoco alle ore 23.00.

È altresì necessario confrontarsi su alcune tematiche quali il decreto riapertura e il miglioramento.

– Antonio Citera –

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