
Verso un futuro energetico sostenibile. È con questo motto che oggi è stata presentata da Bioclimatica la Comunità Energetica Rinnovabile del Vallo di Diano. L’incontro si è tenuto nella Sala Cultura della Banca Monte Pruno a Sant’Arsenio.
I lavori sono stati introdotti dai saluti istituzionali del sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica e del vicesindaco di San Pietro al Tanagro Elena Fiordispina.
Conoscere le opportunità per il territorio offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili e approfondire temi cruciali per un futuro più verde e consapevole i temi cruciali alla base dell’iniziativa di presentazione.
Al tavolo dei lavori l’amministratore unico di Bioclimatica Nicola Ammaccapane, il presidente REF – C.E.R. nazionale Giuseppe De Filpo, il presidente della Banca Monte Pruno Michele Albanese, il Responsabile commerciale REF Antonio Capozzoli, il Responsabile Offerte e Progetti Speciali Plenitude Energy Services Antonello Ceci, don Andrea La Regina, presidente della Fondazione Nashak, e Ovidio Marzaioli, presidente dell’Associazione Movimento Consumatori Campania.
Presenti tra il pubblico il Vicepresidente della Banca Monte Pruno Antonio Ciniello, il Responsabile Area Executive della Banca Antonio Mastrandrea, il consigliere regionale Corrado Matera, il CEO di Helios SpA Giovanni Ferro, l’assessore comunale di Sala Consilina Teresa Paladino e l’assessore di Sant’Arsenio Rosangela Macchia.
Una Comunità Energetica Rinnovabile è un modello collaborativo in cui cittadini, piccole e medie imprese, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore si uniscono per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo primario non è il profitto finanziario, ma la generazione di benefici ambientali, economici e sociali per i membri della comunità e per il territorio in cui opera. L’energia auto-consumata e condivisa all’interno della Comunità realizza tariffe incentivanti e risparmi in bolletta e ambientali, grazie alla riduzione delle emissioni di CO2.
“Abbiamo preferito fare un progetto prima di parlarne – ha spiegato inizialmente Nicola Ammaccapane -. Faremo una Comunità a San Pietro al Tanagro, la prima ad essere messa in opera, e una a Sant’Arsenio“.
Per il sindaco Pica “c’è bisogno di una informazione più puntuale e di un orientamento preciso su come utilizzare gli incentivi messi a disposizione dalla normativa vigente per raggiungere il risultato maggiormente auspicabile: la produzione di energia pulita e un contenimento della spesa“.
La Banca Monte Pruno non ha esitato ad ospitare un evento che tocca da vicino una tematica che sta particolarmente a cuore all’istituto di credito. “Oggi parliamo di energia, ma anche di comunità, di futuro e responsabilità condivisa. Dobbiamo guardare con attenzione al futuro dei nostri figli e nipoti – ha dichiarato Michele Albanese – perché abbiamo una grossa responsabilità di tutela. Le Comunità Energetiche Rinnovabili non rappresentano solo una nuova opportunità economica, ma un cambio di paradigma e un nuovo modo di intendere l’energia, più vicino ai bisogni delle persone e dell’ambiente. Nel Vallo di Diano siamo chiamati a cogliere questa opportunità non come spettatori ma da protagonisti. Questo però non deve essere un episodio isolato, perchè dobbiamo offrire ai nostri giovani una terra che sia anche autonoma da questo punto di vista“.
Il primo passo verso la Comunità Energetica Rinnovabile del Vallo di Diano è stata l’istituzione della Fondazione REF – Renewable Emergy Foundation, il cui presidente è Giuseppe De Filpo. “La parola chiave di questo incontro è opportunità – ha esordito -. Siamo un incubatore di CER, perché possiamo attivarne diverse su tutto il territorio nazionale sotto lo stesso soggetto giuridico. Ciò elimina barriere burocratiche, si abbattono dei costi e si entra a far parte di una organizzazione già strutturata, creando una via rapida e sicura per i consumatori e per le imprese che vogliono accedere al mondo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. I primi a beneficiare di queste opportunità sono gli operatori del settore, coloro che installano gli impianti fotovoltaici; poi anche i cittadini e i consumatori, perchè gli incentivi si massimizzano soltanto quando c’è un equilibrio tra produzione e consumo nella CER”.
Le spiegazioni tecniche sono state affidate al Responsabile commerciale REF Antonio Capozzoli. “Il modello che abbiamo scelto è di tipo aggregativo, per far crescere la Comunità Energetica dal basso – ha chiarito -. La dotazione della CER Bioclimatica sarà di 500 kWp e si realizzerà un altro impianto di pari potenza in una fase successiva mediante il coinvolgimento di imprenditori ed enti del territorio. Il nostro obiettivo è di raggiungere una dimensione minima di 5 MW nel Vallo di Diano. Realizzando la CER è come se piantassimo nel Vallo di Diano 28mila alberi, per ciò che concerne il risparmio di emissioni di CO2“.
Dopo le conclusioni affidate a don Andrea La Regina e a Ovidio Marzaioli è stato possibile confrontarsi dal pubblico attraverso domande e richieste di chiarimenti in merito alla tematica.




