L’argomento della nuova puntata della rubrica è “u ciaràul”, ossia l’incantatore di serpenti, un misto di tradizioni, magia e mistero da sempre appartenente alla tradizione dei comuni valdianesi.
I ciarauli sono coloro che incantano i serpenti, hanno come protettore San Paolo poiché, quando giunse a Malta, fu morso da una vipera ma, scagliandola nel fuoco, non ebbe conseguenze e rimase illeso dal veleno.
Anticamente “u ciaràul” era un girovago che, in sella al suo cavallo, faceva la questua in nome di san Paolo e tutti quanti, per timore di ciò che faceva con il viscido rettile, offrivano ciò che potevano al viandante.
In cambio di quanto ricevuto, i ciarauli donavano ai contadini o ai pastori dei sassolini neri che fungevano da antidoto nel caso fossero stati morsi da un serpente.
Il ciaraulo, inoltre, veniva chiamato dalla popolazione nel caso in cui ci fosse stata un’infestazione di serpenti. Egli, dopo aver disegnato due cerchi sul terreno, uno all’interno dell’altro, si poneva al centro di quello interno e disegnava una serie di segni su quello più esterno, tanti quanti erano i serpenti da richiamare; in questo modo, pronunciando delle frasi magiche, richiamava a sé i rettili che gli ubbidivano e lui non poteva ammazzarli altrimenti avrebbe perso i suoi poteri.
Se invece i serpenti disobbedivano all’incantatore, allora poteva ucciderli non utilizzando alcun bastone ma solo schiacciando loro la testa con il piede.
Sara Maggio – ondanews –

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