Ieri il Consiglio comunale di Potenza ha approvato a maggioranza una mozione di contrasto alla legge Zan la quale modifica i delitti contro l’uguaglianza previsti dagli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale, per aggiungere, tra i casi per i quali sono previste sanzioni maggiorate, alle discriminazioni  per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi anche gli atti discriminatori fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.

Secondo il Gruppo Consiliare “La Basilicata Possibile” si è trattato di “una scelta grave in sé e non solo per le argomentazioni da Medioevo utilizzate dal consigliere Napoli in Consiglio comunale. A poco valgono per questo le scuse tardive di Napoli e i comunicati con cui le forze di maggioranza e la stessa assessora Padula (che quella mozione hanno votata o hanno omesso di contestare) hanno provato a dissociarsi da una mozione che rimane offensiva e sbagliata non solo per come è stata presentata ma per le sue stesse finalità. Per questo chiediamo a tutte le forze di maggioranza di dissociarsi anche sul merito e non solo sul modo con il quale la mozione è stata presentata, ritornando sulla loro decisione“.

L’assenza dell’assessora Padula e il suo silenzio – continuano – non tanto in riferimento all’inaccettabile delirio omofobo del consigliere Napoli, quanto al contenuto della mozione stessa, sono fatti gravissimi che richiederebbero prima ancora delle sue dimissioni una restituzione di senso all’assessorato per le Pari opportunità che le è stato affidato. Riteniamo per questo che l’assessora Padula non abbia più la credibilità per rivestire il suo ruolo. Dopo le dichiarazioni fuori luogo addotte dall’assessora riguardo alla richiesta del Bonus riservato alle partite Iva nei mesi del lockdown (un bonus riservato a chi si trovava in difficoltà e non a chi per il suo incarico assessorile percepisce circa 2500 euro mensili) ieri, con la mozione approvata in Consiglio, ella si impegna a manifestare presso il Parlamento della Repubblica Italiana la propria più ferma opposizione all’approvazione di una legge che risulterebbe liberticida. Ci si chiede come questo impegno sia conciliabile con il ruolo di assessora alla Pari Opportunità. Un ruolo che impegna chi lo riveste a difendere i diritti di tutti. Rimuovere gli ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico. Questo dovrebbe essere l’impegno di un’assessora alle Pari Opportunità“.










“La Basilicata Possibile”, salvo ulteriori iniziative, annuncia una mozione di sfiducia contro l’assessore Marika Padula al prossimo Consiglio comunale.

– Chiara Di Miele –

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