“C’è bisogno di speranza. In un giorno come questo è necessario avere fiducia e dare speranza alle nuove generazioni.

Sono le parole di Dario Vassallo, in occasione del quinto anniversario della morte di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 a colpi di pistola da un killer ancora senza un volto.

La “Fondazione Angelo Vassallo” ha ricordato quel tragico 5 settembre di cinque anni fa con la “Festa della speranza”, in provincia di Rieti, nel Comune di Montopoli di Sabina, dove ha incontrato ragazzi, cittadini, politici e tanti giovani amministratori provenienti da tutta Italia, che hanno raccontato le loro esperienze e le loro storie.

“E’ stata una giornata straordinaria, ricca di contenuti e di spunti che ci permettono di andare avanti. Nella piazzetta di questo piccolo centro della Sabina abbiamo affrontato i veri problemi del nostro Paese – ha dichiarato Dario Vassallo alla nostra redazione – Lavoro, precariato, caporalato, legalità, economia, sviluppo, condivisione, tanti temi che caratterizzano una vera democrazia.

“Abbiamo cominciato alle 10 del mattino con il laboratorio dei ragazzi delle scuole di Montopoli e del circondario e abbiamo finito alle 2 del giorno dopo – ha sottolineato – Non è vero che le gente non è interessata alla politica, altrimenti non sarebbe rimasta attenta per 14 ore. Come diciamo sempre, questo è un nuovo modo di fare politica. Angelo ha tracciato la rotta, a noi tocca solo seguirla”.

Al FreezFlasMob, iniziativa lanciata dalla Fondazione per ricordare con un minuto di silenzio Angelo Vassallo “restando immobili e pensando alla bellezza”, ha aderito anche l’Associazione Internazionale Joe Petrosino di Padula, che si è ritrovata davanti al busto del famoso poliziotto nella piazzetta SS. Annunziata.

Il 5 settembre Facebook è stato “invaso” dalle immagini del sindaco pescatore: associazioni, cittadini, politici hanno voluto onorare la memoria di Angelo Vassallo anche solo con una frase o una foto.

Resta un forte senso di rabbia per quell’omicidio che non ha ancora un colpevole, cinque anni senza giustizia. Sono, infatti, ancora in corso le indagini e al momento solo Bruno Humberto Damiani, estradato lo scorso aprile dalla Colombia, è iscritto nel registro degli indagati.

“A cinque anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, di cui tutti ricordano lo straordinario impegno per la legalità, l’ambiente e lo sviluppo del territorio, il delitto non ha ancora un colpevole – ha affermato Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera – Vassallo, di cui ero anche amico, amava profondamente la sua terra, è stato un grande ambientalista, un visionario capace di trasformare i suoi sogni in realtà, ma innanzitutto un uomo coraggioso. L’Italia ha bisogno di tante persone con le qualità di Angelo Vassallo per dare forza e speranza ai territori e per affrontare le sfide difficili che ha davanti”.

– Filomena Chiappardo –


 

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