
Ieri in sella alla sua bici muscolare il professore Arsenio Cutolo di Sant’Arsenio ha completato i 4.100 chilometri della NorthCape4000, un’avventura solitaria attraverso il continente europeo.
L’arduo percorso ha portato “Enio”, chiamato così da tutti quelli che lo conoscono, a pedalare per le vaste pianure della Germania, facendo tappa a Monaco di Baviera e Berlino, fino a risalire in tutta la sua lunghezza la Svezia, attraversare la Finlandia ed arrivare in Norvegia, dove ha raggiunto finalmente Capo Nord.
La partenza è avvenuta il 25 luglio da Rovereto, in Trentino, con 700 ciclisti in rappresentanza di più di 40 Paesi diversi. Il progetto di Enio è nato quasi per gioco e si è poi trasformato in un percorso pianificato con cura, sorretto dall’obiettivo di toccare con la propria determinazione e le proprie ruote il punto più settentrionale d’Europa.
Per Enio, ingegnere e docente presso l’Università Federico II di Napoli, l’avventura ha rappresentato sicuramente una prova fisica e mentale per dimostrare che ogni obiettivo è raggiungibile.
La North Cape 4000 è uno degli appuntamenti di ultracycling a tappe fisse più conosciuti in Europa. Non è una gara, si tratta di un percorso prestabilito, tutti i partecipanti lo percorrono organizzandosi autonomamente la logistica, il cibo, la manutenzione dei mezzi e qualsiasi imprevisto dovesse capitare. I partecipanti devono mettersi alla prova profondamente, con la mente e il corpo, sfruttando anche la propria capacità di gestirsi autonomamente.
Enio ci ha raccontato che prendere parte a questa esperienza ha avuto fin da subito un valore che andava oltre il semplice raggiungimento della meta geografica nell’estremo Nord dell’Europa.
“Volevo dimostrare, innanzitutto a me stesso, che mettersi alla prova e cercare di superare i propri limiti, con razionalità e buon senso, è non solo possibile ma costruttivo – ha raccontato – Con costanza e impegno, nulla è veramente irraggiungibile. Attraversare l’Europa da Sud a Nord, in solitaria, è stato il modo più tangibile che ho trovato per verificare questa convinzione e dimostrare a me stesso che nessun obiettivo è precluso, se ci si crede fino in fondo e ci si prepara adeguatamente. Sento anche il bisogno di chiarire che tutto questo senza l’affetto e la vicinanza di tanti amici che ogni giorno mi hanno sostenuto sarebbe stato impossibile, e che loro, insieme alla mia splendida famiglia a cui dedico questa traversata sono stati la vera spinta e forza motrice sulle due ruote. Un grazie di cuore anche a tutto il Team Tanagro di San Pietro al Tanagro, che è stato al mio fianco dal primo all’ultimo dei 4.100 chilometri percorsi”.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’esperienza del professore Arsenio Cutolo, i contenuti video e fotografici del viaggio, e la conoscenza di tutto quello che può essere e rappresentare una simile esperienza è possibile visitare la pagina Instagram @sostenio per ulteriori particolari.





