Ha conosciuto la tragedia dei campi di concentramento dei tedeschi. Fu chiamato alle armi nel 1940 e fatto prigioniero dai tedeschi il 10 settembre del 1943.

Da quel momento in poi ha iniziato il suo calvario nelle varie prigioni tedesche: Libia, Albania, Serbia, Croazia, Dalmazia, Slovenia, Ungheria e infine Austria. Felice Magliano, 108 anni e 5 mesi, a San Giovanni a Piro ha incontrato, nel corso di una cerimonia che si è svolta nell’aula consiliare del Comune, il Prefetto di Salerno Francesco Russo.

Quest’ultimo, alla presenza del sindaco Ferdinando Palazzo e dei figli e nipoti di Nonno Felice, ha consegnato all’anziano l’onorificenza di Cavaliere di Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Felice Magliano, unico deportato salernitano in vita, ha avuto anche l’onore di ricevere dalle mani del Colonnello Gabriele De Feo del Comando Forze Operative Sud di Napoli la Medaglia al Merito per le campagne di guerra 1940-45.

Ad omaggiare Nonno Felice, nella sede del Comune di San Giovanni a Piro, anche gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Teodoro Gaza”. Presenti anche le massime autorità militari locali, tra cui il Comandante della Compagnia Carabinieri di Sapri, Capitano Francesco Fedocci ed il parroco don Pietro Scapolatempo.

“Sono molto felice ed emozionato per questa giornata” ha dichiarato un lucidissimo Nonno Felice. “Magliano rappresenta un punto di riferimento per questa comunità ed in generale – aggiunge il Prefetto Russo – la Presidenza del Consiglio immediatamente si è attivata per l’ottenimento di questa onorificenza ed il Capo dello Stato l’ha firmata subito. La storia e la vita di Magliano sono uno spaccato delle sofferenza della prigionia della guerra e sono la testimonianza della forza e della voglia di superare le difficoltà e di affermare il senso della libertà e della democrazia per tutti noi”.

L’esperienza di Felice Magliano – chiosa il sindaco Palazzo – ci fa capire come oggi dalla storia non siamo stati capaci di cogliere gli insegnamenti fondamentali. Continuiamo a vedere purtroppo le stesse atrocità di un tempo. Il messaggio di Felice Magliano affida a tutti noi la speranza che i popoli non siano più guidati da economie di mercato, che mettono in secondo piano il valore degli uomini e che possa trionfare l’accoglienza“.

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