#NoEsonero è la mobilitazione virtuale nazionale che questa mattina si è svolta in numerose scuole italiane per chiedere al Ministero dell’Istruzione la revisione dei nuovi modelli del Piano educativo individualizzato. Il PEI è il documento che viene rinnovato ogni anno e determina il percorso scolastico degli alunni con disabilità, indicando gli interventi educativi e didattici, gli obiettivi e i criteri di valutazione. Nell’ultima revisione del Piano si parla di esonero, cioè la possibilità di allontanare gli alunni diversamente abili dalla classe durante alcune discipline o, in alternativa, sono proposte attività individuali o di laboratorio.

Per questo motivo e dopo le preoccupazioni espresse da genitori e insegnanti di sostegno, CoorDown, il Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down e altre associazioni di genitori, studenti e insegnanti hanno pensato ad una mobilitazione online per chiedere che il nuovo Decreto PEI garantisca l’inclusione di tutti gli alunni.










A partecipare a #NoEsonero questa mattina anche la piccola Lua e gli alunni delle classi II e IV del Plesso Scolastico di Fonti, a Sala Consilina, con le insegnanti Angela Durante, Grazia Piccione e Franca Paladino in prima linea nel contrastare con forza quanto stabilito dal Piano educativo individualizzato.

Lua ha 8 anni ed è affetta dalla Sindrome di Rett. Nonostante quello che può sembrare un impedimento, Lua è circondata dall’affetto di compagni e docenti che assolutamente non condividono la possibilità dell’esonero.

Per lei e per tanti altri bambini, nel plesso scolastico della frazione cittadina, due anni fa è stata inaugurata anche una stanza multisensoriale grazie ad un’idea della mamma, Agnese Alberti, vicepresidente dell’associazione Conrett Onlus.

Questa mattina, muniti di mascherina, tutti i compagni di classe, insieme a Lua e alle maestre, hanno scattato la foto per dire NO all’esonero con il motto “L’inclusione non si fa fuori!“.

Piena di gioia mamma Agnese. “Sono davvero felice – afferma – perché quando ho proposto questo flash mob la scuola e le insegnanti mi hanno dato subito il loro appoggio come sempre. È una cosa importantissima, io ci credo tanto. Mi rendo conto che con la sindrome di Lua non è facile frequentare la scuola, ma loro mi vengono incontro in tutto e mi fa piacere il fatto che io non abbia mai trovato ostacoli in questo plesso scolastico“.

Un momento emozionante per un’iniziativa non soltanto simbolica che parte dal cuore puro dei più piccoli e da chi, come le insegnanti e i genitori, quotidianamente lavora sodo per dare concretezza ai concetti di inclusione e solidarietà.

– Chiara Di Miele –

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