
Si susseguono le notizie circa le morti sul lavoro, tragici eventi che si sono registrati anche nel salernitano.
Il sindacato FENEALUIL con il suo segretario generale della sezione di Salerno Patrizia Spinelli interveniene sulla vicenda ricordando “che in Campania un titolare è stato denunciato con l’accusa di aver inscenato un falso investimento per nascondere un infortunio sul lavoro; in Liguria alcune persone sono state condannate per aver simulato un incidente stradale con lo stesso scopo. Sono vicende diverse, con responsabilità da valutare caso per caso, ma quando tornano le stesse ombre il sindacato ha il dovere di alzare la voce: nessun lavoratore ferito deve diventare un problema da occultare e nessuna famiglia deve essere lasciata sola a cercare la verità”.
La Campania conosce bene il prezzo degli infortuni. Nel primo quadrimestre del 2026 sono state presentate 5.984 denunce di infortunio in occasione di lavoro. Nello stesso periodo si sono registrati 22 decessi: 9 a Napoli, 9 a Salerno, 3 a Caserta e 1 ad Avellino.
Salerno e Caserta risultavano in zona rossa per incidenza di mortalità. Nei primi sette mesi dell’anno, i decessi in occasione di lavoro in Campania sono saliti a 41. In Italia, nello stesso periodo, le costruzioni hanno registrato 76 morti, il numero più alto tra i settori considerati.
“Questi numeri non sono una tabella da archiviare – ha sottolineato Spinelli -. Dietro ogni denuncia c’è una lavoratrice o un lavoratore che ha subito le conseguenze di un infortunio; dietro ogni morte ci sono una famiglia e una comunità private di una persona cara. Per questo la sicurezza deve partire da come il lavoro viene organizzato: formazione adeguata, attrezzature e protezioni efficienti, personale sufficiente, ritmi sostenibili e controlli effettivi. Nei cantieri, appalti e subappalti non possono diventare una catena in cui si frammentano il lavoro e le responsabilità. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza devono essere ascoltati e messi nelle condizioni di svolgere il loro ruolo”.
“Come UIL chiediamo prevenzione vera, controlli efficaci e responsabilità chiare lungo tutta la filiera – ha proseguito la segretaria –. Sosteniamo inoltre l’istituzione di una Procura speciale e del reato di omicidio sul lavoro, perché le indagini siano competenti e tempestive, i fatti vengano ricostruiti e le responsabilità accertate. Alle famiglie spettano verità e giustizia, ai lavoratori il diritto di sapere che la loro vita viene tutelata. La sicurezza non è una formalità e la vita non è una voce di costo. Ogni operaio deve poter uscire per lavorare e tornare a casa. Se questa certezza viene meno, è tutta la società a dover rispondere”.


