Lo sportello “Avvocati senza frontiere“, istituito dall’associazione “Robin Hood”, ha presentato un esposto per chiedere ulteriori indagini sull’applicazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio su Francesco Mastrogiovanni, l’insegnante che il 4 agosto del 2009 morì nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania dopo essere rimasto legato al letto e senza cibo per 87 ore.

Medici e infermieri coinvolti sono stati condannati ma, come si legge sul quotidiano La Città di Salerno, “Avvocati senza frontiere” chiede adesso di indagare anche sul comportamento delle forze dell’ordine e su eventuali responsabilità dell’ospedale e di chi dispose il TSO.

Lo sportello, che nel processo d’appello si è costituito parte civile, avrebbe voluto che la sentenza venisse impugnata in Cassazione, perché in secondo grado sono state ridotte le pene per i medici ed è venuta meno l’interdizione dall’attività. Il sostituto procuratore generale, però,  ha rigettato l’istanza, ritenendo corretta l’applicazione delle attenuanti e la riduzione di pena.










Contestualmente è stata disposta la trasmissione degli atti in Procura per valutare le altre accuse.

– Chiara Di Miele –


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