
E’ stato condannato a 10 anni di reclusione il 17enne ritenuto responsabile della morte di Marzia Capezzuti insieme ai genitori Barbara Vacchiano e Damiano Noschese.
La 29enne milanese si era trasferita a Pontecagnano dove viveva insieme alla famiglia del fidanzato, morto alcuni anni prima, e qui avrebbe subito numerose violenze e sevizie protratte nel tempo fino al suo assassinio: è stata brutalmente ammazzata a marzo del 2022 e il cadavere è stato ritrovato in un casolare abbandonato soltanto alcuni mesi dopo, in avanzato stato di decomposizione.
I giudici della Corte di Appello – Sezione minorenni di Salerno hanno rideterminato la pena, infatti nella sentenza di primo grado era stata data al ragazzino una pena di 16 anni di reclusione, per la quale era stata chiesta conferma, ma ridotta a 10 anni con la sentenza di ieri.
Ricordiamo che il 17enne è stato ritenuto responsabile di omicidio in concorso e capace di intendere e volere e secondo i giudici i genitori non avrebbero tenuto in conto il benessere del ragazzo, ancora minorenne, rendendolo partecipe di efferati delitti. Nella motivazione della sentenza di primo grado i magistrati avevano già evidenziato il ruolo centrale di Barbara Vacchiano, della quale il ragazzo era succube.
Secondo la ricostruzione, il minorenne, allora 15enne, pare abbia accompagnato la madre e il padre la sera in cui Marzia fu uccisa e sarebbe quindi stato presente alla commissione dei reati, sia nel caricare la vittima su un furgone per portarla nel luogo in cui venne abbandonata che nell’atto dello strangolamento.
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