
La Corte di Cassazione conferma la condanna per la morte di Antonio Caggianese, 27enne che perse la vita in un incidente sul lavoro all’interno dell’azienda in cui lavorava nella zona industriale di Tito Scalo.
La condanna a 1 anno e 6 mesi è nei confronti dell’amministratore della società di Tito. La Cassazione ha così confermato la sentenza già emessa il 17 marzo 2022 dal Tribunale di Potenza.
“Dopo quasi 5 anni dalla scomparsa di mio fratello possiamo mettere la parola fine al processo penale – afferma la sorella del giovane, Giusi Caggianese – Il suo corpo è stato ritrovato dentro quel cancello, con accanto una scopa logorata e con intorno tante scope altrettanto usurate. Quel cancello che per legge sarebbe dovuto essere chiuso con almeno un lucchetto era sempre aperto. Il vaglio non era dotato di alcun sistema di sicurezza. Nonostante fosse prassi andare lì dentro, nessuno ha visto niente, nessuno sapeva niente. La verità è venuta lo stesso fuori e forse neanche del tutto. Tanti dubbi ancora restano. Ad esempio, il vagliatore non si fermava di fronte a nulla. Come è stato possibile ritrovare il corpo di mio fratello bloccato lì? C’era qualcuno nelle immediate vicinanze che non è riuscito a salvarlo ma ha almeno fermato il macchinario? La condanna è stata confermata ad 1 anno e 6 mesi. Una condotta così negligente da parte dell’azienda che ha portato alla morte di un giovane di soli 27 anni è stata punita con solo 1 anno e 6 mesi con relativa richiesta di clemenza da parte del loro legale perché la suddetta azienda svolge un’attività importante per la nostra città. Tale azienda continua a lavorare indisturbata e addirittura ha espanso l’attività aprendo una nuova sede”.
Si ricorda che nello stesso processo di primo grado a Potenza, oltre alla condanna, ci sono state anche tre assoluzioni: il direttore tecnico dell’azienda, il capo del servizio di prevenzione e protezione e l’amministratore dell’azienda che ha fornito i macchinari.
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