L’ipotesi è quella di omicidio colposo. Per questo motivo, sei sanitari dell’ospedale “San Carlo” di Potenza, sono stati rinviati a giudizio per la morte di un bimbo appena nato, che sarebbe deceduto a causa di una serie di complicazioni durante il parto.

La decisione del rinvio a giudizio è stata assunta dal giudice per le udienze preliminari di Potenza, Lucio Setola, a seguito delle indagini portate avanti dal pubblico ministro Valentina Santoro.

La vicenda fa riferimento al decesso di un neonato di una coppia del Potentino, avvenuta il 9 gennaio 2019. Secondo l’accusa, i sanitari non avrebbero riconosciuto alcuni segnali tipici di sofferenza del piccolo oltre ad una sottovalutazione di una serie di condizioni patologiche e una carenza di ossigeno. Secondo una relazione consegnata in Procura e curata da un consulente incaricato, la morte sarebbe anche legata ad un ritardo del taglio cesareo, che avrebbe portato poi ad alcune complicanze.

Il piccolo è morto il giorno dopo essere venuto alla luce nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Secondo l’accusa, già al momento del ricovero la mamma avrebbe dovuto ricevere una dose di antibiotici per curare una infezione in corso. E il non aver somministrato questi antibiotici avrebbe aggravato la situazione.

Qualche giorno dopo l’accaduto, la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” attivò anche una commissione interna per chiarire e verificare le procedure clinico-assistenziali seguite. Nel fascicolo d’indagine, originariamente, vennero iscritti sette indagati. Per uno di questi, un ginecologo, il gup Setola ha disposto il non luogo a procedere. Il processo a carico dei sei sanitari, invece, prenderà il via il 17 giugno, davanti al Collegio del Tribunale presieduto dal giudice Rosario Baglioni.

– Claudio Buono –

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