
“Nel lavoro sono abituata a decidere, sono una madre, ho tante responsabilità e quindi le persone tendono a pensare che io sappia sempre cosa fare. Invece tante volte avrei avuto semplicemente bisogno che qualcuno dicesse a me: ‘Non preoccuparti, adesso ci penso io’” Laura Manzolillo – Manzolillo Siderurgica
- Prima dell’inizio in azienda, qual è stata la prima lezione di vita che ti ha formato?
Credo di aver capito abbastanza presto che, anche quando hai una famiglia alle spalle e tante persone intorno, a un certo punto devi imparare a camminare con le tue gambe. Nessuno può decidere davvero chi vuoi essere al posto tuo. E forse la lezione più importante è stata proprio questa: imparare a scegliere e poi prendermi la responsabilità delle mie scelte. Anche quando sbaglio.
- Spesso dall’esterno si vede solo il successo: qual è stato il momento di solitudine o di dubbio più grande che hai dovuto affrontare in silenzio?
Non saprei indicare un solo momento. Ce ne sono stati diversi. Probabilmente i più difficili sono stati quelli in cui dovevo continuare a fare tutto normalmente mentre dentro ero molto meno sicura di quanto sembrassi. Nel lavoro sono abituata a decidere, sono una madre, ho tante responsabilità e quindi le persone tendono a pensare che io sappia sempre cosa fare. Invece tante volte avrei avuto semplicemente bisogno che qualcuno dicesse a me: “Non preoccuparti, adesso ci penso io”. Credo che la solitudine più grande, a volte, sia proprio quella delle persone considerate forti.
- Quando la giornata finisce e sei sola a casa chi è la persona che ritrovi nello specchio?
Ritrovo Laura. Senza tutti i ruoli che ho durante la giornata. Non la madre, non la donna che lavora, non quella che deve decidere o risolvere qualcosa. Solo io. Con una parte molto forte, sicuramente, ma anche con le mie fragilità, le mie paure, le mie ferite. E con una cosa che, nonostante tutto, non credo di aver mai perso: una grandissima voglia di vivere. Oggi forse sto imparando anche che non devo essere forte sempre e per forza.
- Guarda queste opere, qual è quella che descrive meglio come ti senti in questo momento della tua vita e perché?
Scelgo Viandante sul mare di nebbia. Mi ha colpito subito perché quell’uomo è arrivato in alto, guarda davanti a sé, ma non riesce ancora a vedere bene cosa c’è oltre. Ecco, in questo momento mi sento un po’ così. Ho fatto tanta strada, alcune cose di me ormai le conosco molto bene, altre della mia vita sono ancora immerse nella nebbia. Ma oggi questa cosa mi spaventa meno. Non ho bisogno di sapere esattamente cosa succederà. Ho bisogno, però, di sentire che la strada che prenderò l’avrò scelta io.
- Che cos’è per te la felicità?
A cinquant’anni credo di aver cambiato risposta. Una volta avrei fatto un elenco: i figli, l’amore, il lavoro, gli amici, viaggiare, divertirsi. E sono ancora tutte cose importantissime per me. Ma oggi penso che la felicità sia soprattutto serenità. Stare bene con le persone che amo senza dover rinunciare a me stessa. Sentirmi libera di essere quella che sono. Ridere, avere accanto i miei figli, gli amici, le persone a cui voglio bene e, alla fine della giornata, sentirmi in pace. Oggi per me la felicità è molto più semplice di quanto pensassi.


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