
È un giorno speciale e indimenticabile per la comunità di Sala Consilina che stamattina ha conferito la cittadinanza onoraria a Lino Banfi. Promessa mantenuta da parte dell’amato attore pugliese che tempo fa, invitato dal sindaco Domenico Cartolano, aveva accettato senza titubanze di venire in visita nella città dove vivono i suoi cugini, la famiglia Zingaro.
Nell’Auditorium del Polo Culturale Cappuccini si è svolta la seduta di Consiglio comunale che ha deliberato per il conferimento all’unanimità della cittadinanza onoraria, alla presenza del sindaco Cartolano, del presidente del Consiglio comunale Antonio Santarsiere, del segretario generale Francesco Cardiello e dei consiglieri comunali. I saluti di benvenuto sono toccati ai capigruppo di maggioranza e di opposizione Alessandro Carrazza e Vincenzo Lovaglio. Presenti, tra gli altri, Tommaso Pellegrino, il Comandante della Compagnia Carabinieri, Capitano Veronica Pastori, la Polizia Municipale e i volontari di Protezione Civile “L’Orchidea Emergenza”.
Banfi, al secolo Pasquale Zagaria, ha saputo trasformarsi da icona della commedia di casa nostra a “Nonno d’Italia”, attraversando oltre sessant’anni di storia dello spettacolo. La sua carriera è un esempio raro di evoluzione artistica: partito dal varietà e dal cinema, è diventato un pilastro della televisione, rassicurante e familiare. È amato e conosciuto per le sue espressioni più celebri (“Disgrazieto maledetto”, “Madonna dell’Incoroneta”), ma anche per non aver mai nascosto le umili origini e le fatiche degli esordi e per essere passato con disinvoltura dai film con la Fenech ad essere portatore di messaggi e iniziative importanti (è ambasciatore UNICEF e di recente ha prestato il suo volto e i suoi consigli per lo spot dell’Arma dei Carabinieri contro le truffe agli anziani).
“Conferire la cittadinanza onoraria a un’icona è un’emozione indescrivibile. Lino Banfi è un esempio di umiltà – ha esordito il sindaco di Sala Consilina -. Per raccontare la sua storia ci vorrebbero tre sedute consiliari, ma noi siamo onorati di averlo qui. Oggi anche il sole splende su questa storica giornata per Sala Consilina”.
“Volevo rivedere i miei cugini di primo grado, figli della sorella di mio padre che è stata la mia seconda mamma – ha affermato Banfi – e poi volevo essere perdonato da loro per la mia assenza quando il Palazzetto fu intitolato alla memoria del giovane figlio scomparso. Ho sempre avuto questo scrupolo di coscienza, non aver mantenuto una promessa con i miei familiari mi faceva arrabbiare da morire. Ad ogni intervista fatta in Campania mandavo i saluti ai miei cugini di Sala Consilina e poi ho colto la palla al balzo quando ho ricevuto il premio alla carriera a Salerno: ho chiesto che venissero mio cugino e il sindaco e ho accettato di venire a ritirare la cittadinanza onoraria. Vi ringrazio di cuore per la vostra amicizia!“.
Poi un commosso ricordo della sua amicizia con Papa Francesco: “Mi volle conoscere dopo avermi visto in TV e la prima volta, a Santa Marta, mi disse ‘Lei è una persona molto importante’. Mi disse che far ridere quattro generazioni voleva dire far bene un solletico al cuore. Poi ci incontrammo ancora, mi chiedeva della salute di mia moglie e io gli dissi di voler diventare giullare del Papa. Mi rispose ‘È assunto, Banfi!’ e io gli raccontai una barzelletta sui frati di San Giovanni Rotondo”.

