
La Provincia di Potenza dice no alla proposta di autonomia differenziata proposta dal Governo nazionale. All’unanimità dei presenti, il Presidente Christian Giordano e i consiglieri Rizzo, Bufano, Pappalardo, Giordano Michele, Ferrone, Laurino e Sinisgalli, è stata approvata la mozione che il capogruppo Pd in Consiglio provinciale, il consigliere Antonio Rizzo, aveva presentato a nome del gruppo e firmata anche dai consiglieri Bufano e Pappalardo, con la quale si esprime la contrarietà rispetto al disegno di legge sull’Autonomia Regionale Differenziata elaborato dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, “che ulteriormente divide la Repubblica italiana, aumentando fortemente le differenze tra Nord e Sud ed in particolare mettendo in seria discussione la Costituzione italiana e di conseguenza la tenuta sociale del Paese“.
La Provincia di Potenza esprime la “forte preoccupazione come amministratori del Mezzogiorno d’Italia che la forzatura e la precipitazione in atto sul tema della autonomia regionale differenziata possa tradursi in una ulteriore penalizzazione delle regioni meridionali e con un aumento del divario sul terreno socio-economico fra il Nord ed il Sud del Paese e ritiene che il rischio di approfondimento delle differenze territoriali fra Nord e Sud Italia sia, per altro, in forte contrasto con gli indirizzi e gli obiettivi delle politiche europee ed in particolar modo del PNRR dopo il dramma della pandemia da Covid-19“.
Per questo la Provincia fa appello al Parlamento Italiano perché avochi a sé la discussione sull’autonomia regionale differenziata, quale organo rappresentativo dell’intero popolo italiano e garante di quella unità nazionale affermata nella Carta Costituzionale. Il presupposto, sostengono i consiglieri provinciali, è che l’autonomia differenziata “è una questione che coinvolge in pieno il ruolo ed il funzionamento dello Stato, che investe i principi delle politiche pubbliche, i diritti di cittadinanza e che quindi non si può liquidare con una sorta di trattativa privata fra il Presidente di una Regione ed il Presidente del Consiglio o il ministro delegato“.

