Ha perso la vita per un atto di generosità che la contraddistingueva da sempre, ma adesso i suoi cari potranno ottenere un po’ di giustizia. A conclusione delle rapidissime indagini preliminari, il pubblico ministero della Procura di Salerno, Alessandro Di Vico, ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale, con l’aggravante di aver causato lesioni personali gravi anche a un’altra persona, per il giovane di Eboli che ha investito e ucciso con il suo autocarro Giuseppina Tangredi, 52enne residente a Campagna, e gravemente ferito un’altra donna mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali a Eboli.

Riscontrando la richiesta, il Gup del Tribunale, Vincenzo Pellegrino, ha fissato per il 3 maggio l’udienza preliminare di un processo da cui i familiari della vittima si aspettano tuttavia una risposta anche dalla giustizia penale.

Il tragico incidente è accaduto il 5 novembre dello scorso anno in via Tavoliello. Tangredi, titolare del negozio dove è accaduto l’incidente, era sempre cortese con la clientela e si era offerta di aiutare ad attraversare la strada una cliente che per un infortunio camminava con l’ausilio di una stampella ortopedica e che per di più era impacciata avendo diverse borse della spesa. Come riportato dai legali della vittima, le due donne si sono fermate pochi istanti a scambiare qualche parola all’esterno dell’esercizio e poi, dopo essersi divise le buste, si sono dirette verso le strisce pedonali e hanno iniziato l’attraversamento. E’ stato allora che è piombato su di loro, come accertato dai Carabinieri di Eboli che hanno effettuato i rilievi, il furgone cabinato Fiat Iveco condotto dall’imputato, che si è accorto troppo tardi delle due donne e, nonostante la brusca e tardiva frenata, le ha investite in pieno.

Il resto, purtroppo, è tristemente noto: le due sono state trasportate all’ospedale di Eboli, ma mentre la cliente del negozio, pur avendo riportato pesanti traumi per una prognosi di oltre trenta giorni, si è salvata, Giuseppina Tangredi non ce l’ha fatta. Troppo gravi i politraumi, soprattutto cranici, riportati nell’impatto contro il furgone: è spirata dopo una settimana di agonia, il 12 novembre, lasciando nel dolore i suoi congiunti.

La Procura salernitana ha subito aperto un procedimento penale per omicidio stradale a carico del conducente del mezzo e non c’è stato bisogno di disporre particolari accertamenti sulla già chiara dinamica dell’incidente perché tutte le fasi dell’incidente sono state immortalate delle telecamere di videosorveglianza dello stesso negozio i cui filmati sono stati acquisiti e vagliati dai Carabinieri confermando le colpe e la responsabilità dell’imputato.

Da qui dunque la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del colpevole formulata dal magistrato, per aver causato la morte della vittima e lesioni personali all’altra donna: “Per colpa, imprudenza, negligenza e imperizia – si legge nell’atto del pm – nonché in violazione delle norme che regolano la circolazione degli autoveicoli (…), non avvedendosi della presenza dei pedoni che erano intenti ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, investendoli violentemente e scaraventandoli al suolo”.

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