
Attorno alla frase “Insieme per la ricerca e per la vita” si è sviluppato il convegno dedicato alle malattie del sangue nell’aula consiliare del Comune di San Rufo.
Con le associazioni “Ascoltami” e “Aggiungi un posto a tavola” l’Amministrazione di San Rufo, guidata dal sindaco Michele Marmo, ha proseguito il suo cammino verso la sensibilizzazione della comunità circa la conoscenza di leucemia, linfoma e mieloma.
La leucemia e le patologie ematologiche sono la seconda causa di morte in età pediatrica, ma nel corso degli interventi scientifici è emerso che nel tempo sono state attuate terapie innovative specifiche, destinate direttamente alle cellule tumorali. Ciò vuol dire che si è passati dalla leucemia considerata malattia fatale ad un progresso nell’affrontarla grazie alla ricerca, sviluppata dal laboratorio al letto del paziente.
“Sono orgoglioso della mia comunità perché quando un popolo è solidale, vuol dire che è maturo – ha detto il sindaco Michele Marmo -. Con l’organizzazione di questo convegno, che fa seguito alle iniziative degli scorsi anni dedicate alle malattie croniche, San Rufo dimostra di essere accanto ai più fragili. Grazie a tutti gli ospiti e in particolare al dottor Pizzuti e a Cimminiello per la disponibilità”.
Ha fatto eco al sindaco l’assessore Maria Antonietta Aquino che ha ricordato “il nostro Angelo che non è più tra noi. Serate del genere fanno capire il senso di vera comunità e di sensibilità che contraddistingue San Rufo”.
Ad affrontare gli aspetti scientifici delle malattie del sangue sono stati, tra gli altri, l’ematologo del “San Carlo” di Potenza e consulente scientifico dell’AIL Michele Pizzuti e Michele Cimminiello, Primario Facente Funzioni dell’UOC di Ematologia dell’ospedale potentino.
Il dottor Cimminiello si è concentrato sull’importanza della donazione, in particolare del midollo osseo. “Chi dona il midollo, dona una vita. La raccolta è di carattere internazionale e la procedura per il prelievo è semplice. Possono esserci diverse persone compatibili nel mondo che riescono a salvare la vita del malato con il semplice gesto della donazione”.
Sangue, piastrine, plasma sono gli unici farmaci che non si producono in laboratorio, dunque donarli diventa la terapia di supporto per affrontare e magari superare la malattia.
“La diagnosi di leucemia acuta avviene di quando il paziente avverte palpitazioni, febbre, dolori ossei, emorragie: questi sono sintomi della presenza di cellule malate nel sangue – ha chiarito il dottor Pizzuti -. Cosa riusciamo a fare? Non bisogna illudere nessuno, ma possiamo dire che nelle forme meno aggressive avremo una buona sopravvivenza. Abbiamo nuove terapie che migliorano la chemioterapia, ma ancora questa resta il nucleo fondamentale del trattamento. Spesso riusciamo a guarire le forme che colpiscono i bambini. Per curare un paziente servono 50 donatori, è chiaro che la donazione è fondamentale”.
All’incontro è intervenuto anche il sindaco di Polla e Consigliere provinciale Massimo Loviso. “Essere insieme per la ricerca e per la vita è un invito a stare insieme e superare le difficoltà – ha commentato -. Questi momenti servono a sensibilizzare perché le famiglie che ricevono una notizia di malattia si sentono smarrite, perciò la vicinanza della comunità aiuta. Le istituzioni e l’ospedale di Polla stanno dando risposte ai malati oncologici: abbiamo la possibilità di fare in sede le cure e quindi un passo avanti è stato fatto. Come Provincia assicuriamo l’impegno al territorio”.
Quando qualcuno si ammala, la malattia si estende a tutta la famiglia. “Il supporto psicologico in certi casi risulta necessario. Il benessere psicologico del malato, infatti, influisce sulla modalità di affrontare la malattia, ma anche per il caregiver risulta utile affinché condivida le sue preoccupazioni e sia guidato nell’affrontare la patologia – ha affermato la psicologa Salvioli -. Un male stravolge la routine sia di chi lo subisce direttamente sia delle persone che gli stanno accanto. Negli sportelli del Consorzio Sociale di Zona accogliamo ogni giorno tante diverse fragilità, a cui la vicinanza della comunità sia istituzionale che scientifica offre benefici”.





