
Un intervento cardiochirurgico ibrido, unico nel suo genere e di elevata complessità, è stato portato a termine dal Prof. Enrico Coscioni, Direttore della UOC di Cardiochirurgia del “Ruggi” di Salerno, coadiuvato dalla sua équipe.
Si tratta di una doppia procedura sul cuore eseguita totalmente a cuore battente senza utilizzo della circolazione extra corporea. Il paziente era affetto da due gravissime patologie cardiache: una severa ostruzione della valvola aortica che impediva al cuore di pompare adeguatamente il sangue verso tutto l’organismo e una malattia coronarica molto estesa con restringimenti delle arterie che alimentano il muscolo cardiaco. A rendere il caso ancora più delicato era la presenza di una vasculopatia polidistrettuale con stenosi critiche alle arterie delle gambe e delle braccia e della cosiddetta “aorta a porcellana”, ovvero una rara condizione nella quale l’aorta è completamente rivestita da uno spesso strato di calcio. In queste circostanze, manipolare quest’ultima, come avviene nella cardiochirurgia tradizionale, può provocare danni come ictus cerebrali e altre gravissime complicanze ischemiche polidistrettuali.
Nella prima fase dell’intervento, realizzato interamente nella evoluta e tecnologica sala ibrida, è stato eseguito un triplice by-pass coronarico off pump per ripristinare il corretto afflusso di sangue al cuore, poi attraverso un piccolo accesso diretto all’aorta ascendente è stata sostituita la valvola aortica con una protesi biologica impiantata mediante tecnica TAVI. Una vera e propria procedura “tailored”, realizzata su misura, scegliendo le tecniche più innovative e sicure disponibili, durante la quale il cuore ha continuato a battere spontaneamente, un approccio multidisciplinare che ha consentito di ridurre in maniera significativa il rischio di complicanze. L’intervento rappresenta un importante traguardo per la cardiochirurgia salernitana e per tutta la sanità campana a dimostrazione che anche i casi estremamente complessi possono essere affrontati con successo grazie al lavoro di squadra e all’integrazione tra cardiochirurgia ibrida, anestesia e diagnostica avanzata.
“Ogni paziente è diverso e non esiste una soluzione unica e valida per tutti – dichiara il Prof. Coscioni – In questo caso abbiamo adattato la chirurgia al paziente e non viceversa, per dare valore e significato alla moderna medicina personalizzata, supportati inoltre dall’esperienza maturata negli anni, da un lavoro sinergico e dell’elevata professionalità di tutte le figure coinvolte come la Professoressa Ornella Piazza, Direttore UOC Anestesia e Rianimazione del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare AOU Ruggi, a testimonianza che il successo di un intervento così delicato e articolato dipende anche dalla collaborazione tra medici specialisti, dallo scambio reciproco di nozioni e competenze acquisite e condivise in sede operatoria, dalla disponibilità verso i nostri pazienti sulla quale possono fare affidamento durante il percorso riabilitativo e anche dopo le dimissioni ospedaliere”.
L’eccezionale risultato clinico rappresenta un successo chirurgico in quanto il paziente ha superato la condizione critica in cui versava, ma è anche un messaggio di fiducia per tutti i cittadini: di fronte alle malattie cardiache più difficili, innovazione, esperienza e lavoro di squadra possono originare nuove possibilità di cura.


