In seguito all’incendio che la notte tra il 22 e il 23 agosto ha colpito la città di Campagna, coinvolgendo anche l’Oasi WWF di Persano e un canneto, il WWF inizia a fare il bilancio dei danni causati dalle fiamme.

Anche se è ancora prematuro stabilire con precisione la stima dei danni, perché dal punto di vista ambientale occorre del tempo per avere un quadro più certo sugli impatti subìti – annuncia il WWF di Persano in un comunicato stampa – si può sicuramente anticipare che il danno maggiore riguarda il bosco igrofilo, in quanto tale tipo di vegetazione ha una complessità di sviluppo sicuramente superiore al resto degli altri ambienti colpiti“.

Inoltre tali formazioni boschive sono sempre più rare nel nostro paese e l’area di Persano è tra le più importanti anche perché ancora in fase di espansione. In quanto al canneto, al di là dell’impatto paesaggistico, che ha sicuramente un valore straordinario – specifica il WWF Persano – le preoccupazioni sono relativamente minori, perché tale formazione vegetale ha un ampio margine di ripresa senza particolari interventi. Inoltre, l’evento si è consumato in una stagione dove la presenza della fauna è minore rispetto al periodo riproduttivo“.

Questo però non significa che non ci siano stati danni, ma “va considerato, in un piano di riqualificazione ambientale, quali siano le priorità – prosegue il comunicato del WWF – stesso discorso vale per le aree a macchia mediterranea, anch’essa meno problematica rispetto al bosco igrofilo. In quanto alla superficie colpita dal fuoco, 15 ettari sono del canneto centrale. Per quanto riguarda il bosco igrofilo, non si ha un dato preciso, in quanto  l’incendio si è sviluppato su più fronti. Si stima comunque un’area intorno ai 10-15 ettari. In ogni caso, è stata colpita solo la sponda destra del fiume Sele, nel comune di Campagna“.

Per quanto riguarda le cause, il WWF ritiene che siano di origine dolosa. “Il contemporaneo rumore di spari segnalato dai proprietari delle case vicine – conclude il comunicato – fa pensare ad un’azione mirata contro l’oasi. In ogni caso, saranno le forze dell’ordine a dare riscontro dopo la denuncia che il WWF ha sporto subito dopo l’evento“.

– Maria De Paola –

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