Ormai è lampante che il problema Coronavirus sia tutt’altro che da sottovalutare. In principio sembrava una situazione grave ma contenibile: ancora oggi è così ma a patto di modificare le nostre abitudini quotidiane.

Con una comunicazione il Presidente del Consiglio ha esteso la cosiddetta “zona rossa” a tutta l’Italia. Una misura a prima vista drastica ma necessaria a contenere il diffondersi del virus. L’esodo di molte persone dalle zone del nord verso il sud ha infatti peggiorato la situazione, rendendo questa decisione quantomai necessaria. L’intera popolazione è in preda al panico, alla ricerca spasmodica di farmaci e mascherine.

Il Coronavirus somiglia molto all’influenza stagionale, i sintomi sono simili: raffreddore, mal di gola, infezioni delle vie aree e febbre alta. Anche le modalità di trasmissione sono accomunabili, per contatto o per le goccioline nasali. L’influenza non ha lo stesso tasso di contagio in quanto ormai siamo tutti un po’ immuni, essendo un virus conosciuto che di anno in anno assume delle piccole mutazioni. La differenza sostanziale tra l’influenza e il Covid-19 è che anziché rimanere confinato nelle prime vie aeree, quest’ultimo arriva agli alveoli polmonari. Ed è proprio qui che si manifesta una polmonite virale, che causa difficoltà respiratoria che porta al ricovero, e nei casi più gravi si ha necessità della terapia intensiva.

Per questa polmonite non si sono farmaci efficaci. In questi giorni sono in corso diverse sperimentazioni e all’ospedale “Cotugno” di Napoli ci sono stati risultati incoraggianti con un anticorpo monoclonale usato nella terapia per l’artrite reumatoide, il Tocilizumab.

Come già detto la scorsa settimana la mascherina, principalmente quella chirurgica, serve solo a chi è infetto. Purtroppo adesso non si sa chi è infetto, e per questo sono indispensabili per tutto il personale sanitario, che sta fronteggiando questa emergenza in prima linea: medici, infermieri, personale del pronto soccorso e anche noi farmacisti. Servono ancora di più agli immunodepressi, chi fa chemio e radioterapia e chi ha delle patologie nel tratto broncopolmonare, quindi a chi ha un quadro clinico già compromesso e per questo è ancora più importante tutelarsi dal virus.

Noto purtroppo che non tutti sanno indossare e maneggiare la mascherina. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza. Quando la si indossa bisogna coprire bene sia il naso che la bocca. Non sono riutilizzabili ed essendo difficili da trovare, utilizzatele solo in casi di estrema necessità. Quando l’interno della mascherina inizia a essere umido, vuol dire che bisogna cambiarla e di conseguenza buttarla, non è più utilizzabile. Bisogna prestare attenzione anche nella rimozione: non bisogna infatti toglierla dal davanti tirandola, ma dagli elastici sulle orecchie. A quel punto è importante buttarla in un sacchetto chiuso e lavarsi subito le mani. Non bisogna mai toccare la parte anteriore con le mani, che potrebbero essere sporche.

Nell’articolo precedente avevo condiviso un video di un collega che ha dato una idea per una mascherina artigianale con la carta forno, per ovviare all’emergenza.

In questo momento bisogna contenere la situazione per non sovraffolare gli ospedali fino a portarli al collasso. Bisogna evitare i luoghi affollati e se avete qualche sintomo, anche lieve, informate il vostro medico di base, vi dirà cosa fare. Rispettate le norme igieniche e le norme ministeriali, e se potete #RESTATEACASA. Non è una restrizione ma un gesto di civiltà verso i vostri affetti e gli altri.

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