“Esprimo la mia grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale, del disegno di legge ‘Norme per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene’ promosso dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e frutto di un intenso lavoro concertativo preventivo con l’Arpab e gli Uffici regionali”.

Lo dichiara Gianni Rosa, assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, in seguito all’approvazione, nella seduta di ieri sera, del disegno di legge sulle emissioni odorigene.

“In assenza di una normativa nazionale, per la prima volta nella sua storia la Regione Basilicata si dota di una legge che detta un chiaro e preciso percorso da attuare in caso di presenza di miasmi strutturata in tre tappe: segnalazione dei cittadini al Comune di riferimento, verifica delle cause da parte dell’Arpab, azione della Regione Basilicata, dipartimento Ambiente, per il contrasto al fenomeno”.

Nel corso della discussione del provvedimento, in Consiglio, l’assessore Rosa è intervenuto per rispondere ad alcuni quesiti posti dai consiglieri e puntualizzare alcune questioni relative all’iter di approvazione.

“Il Consiglio Regionale si sta apprestando a dare una risposta alle problematiche dei cittadini di Tito ma concretamente sta dando anche una risposta a tutto il territorio regionale dove può presentarsi il problema dei miasmi. Ciclicamente in varie zone della Basilicata emerge questo problema, ma tanto i Governi regionali di prima che il nostro Governo non potevano dare nessuna risposta perché non avevano lo strumento per poter operare concretamente – aggiunge Rosa – E’ stato fatto un lavoro intenso, da parte degli Uffici del Dipartimento, ma anche con i tecnici dell’ARPAB, per arrivare a questa legge. Ma oggi certamente noi stiamo facendo una buona cosa per la Basilicata, perché evidentemente vivere in quelle zone dove ciclicamente emergono questi disturbi non è piacevole per i cittadini e per la loro salute”.

“La legge – ha proseguito l’assessore Rosa – non è complicata. Anzi, anche rispetto ad un rapporto con le imprese è una legge che io ritengo equilibrata, perché c’è una procedura che dura 12 mesi, condivisa con le stesse, per arrivare a definire una soglia concordata rispetto a una serie di misurazioni, quindi non è una legge repressiva ma lo strumento con il quale Dipartimento e imprese colloquiano”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.