socialmediavallodidianoIl gruppo Facebook “No alla chiusura del Tribunale di Sala Consilina” è un gruppo nato per difendere la permanenza del Tribunale sul territorio. Il gruppo sta avendo un ruolo importantissimo nel contenere e raccordare il continuo flusso di notizie e iniziative di protesta contro la soppressione del Tribunale di Sala Consilina.
Si tratta di un gruppo virtuale che sta raccogliendo tantissime adesioni e che “può e deve divenire occasione di collaborazione e di discussione reale e concreta, anche nell’ottica di porre rimedio al danno subito”.
Per saperne di più abbiamo intervistato l’avv. Noemi Errico, amministratrice del gruppo e protagonista di alcune importanti iniziative di protesta.

  • D. – Avv. Errico, com’è nata l’idea di creare il gruppo “No alla chiusura del Tribunale di Sala Consilina”? Con quali obiettivi?

R. – “L’idea è nata poco più di due anni fa, quando si diffusero le prime voci sull’emanando provvedimento di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Già dall’epoca, io ed altri colleghi avvocati pensammo alla protesta e alla diffusione della notizia alla cittadinanza, raccogliendo firme e facendo stampare cartoline da inviare al ministero di Giustizia per cercare di scongiurare il pericolo della soppressione. Fu proprio in uno di questi momenti, sotto il gazebo di fortuna allestito davanti al Tribunale, che nacque l’idea di creare questo gruppo. Fu creato proprio lì, estemporaneamente, con l’ausilio di un pc portatile messo a disposizione di qualcuno di noi”

  • D. – Ci racconta qualche esperienza che l’ha colpito particolarmente nella gestione del gruppo?

R. – “Purtroppo, ciò che mi ha più colpito è stato l’atteggiamo degli utenti. Nel senso che per quasi due anni i cittadini invitati o aggiunti al gruppo sono rimasti assenti (qualcuno addirittura rifiutava l’invito e/o si cancellava, se aggiunto) e non hanno apportano quasi alcun contributo. Per quasi due anni il gruppo è stato seguito quasi esclusivamente da noi avvocati del Foro e dal personale amministrativo del Tribunale di Sala Consilina. Nell’ultimo mese, da quando cioè l’assurdo accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro si è purtroppo realizzato, l’attività del gruppo si è risvegliata e le richieste di adesione si sono letteralmente decuplicate. Viene da pensare che forse la cittadinanza si è “svegliata” troppo tardi”

  • D. – Quali sono secondo lei i punti di forza del gruppo? Quali invece i rischi?

R. – “I punti di forza sono quelli di alimentare proposte concrete e mettere a confronto opinioni di professionisti, amministratori locali e cittadini del Vallo. Il rischio è che tutto resti virtuale, che l’indifferenza che paralizzi le persone come per troppo tempo ha attanagliato la classe politica de doveva occuparsi del problema”

  • D. – Com’è stato accolto questo gruppo nel Vallo di Diano?

R. – “Come già spiegato, è stato accolto subito con fervore e seguito costantemente da noi operatori del settore e con una certa indifferenza dai cittadini, almeno fino a circa un mese fa”

  • D. – Cosa può rappresentare, in prospettiva futura, il gruppo “No alla chiusura del Tribunale di Sala Consilina”?

R. – “Molto dipenderà da ciò che accadrà riguardo alla vicenda Tribunale. Io spero che, comunque vada, il gruppo continui ad incrementarsi e a fungere da mezzo per la sensibilizzazione della popolazione del Vallo di Diano, che forse solo alla luce dei più recenti, drammatici, avvenimenti, si è resa conto della perdita e dell’ingiustizia che stava subendo. Il futuro è il progetto, ambizioso, ma speriamo non irrealizzabile, di riportare il Tribunale nel Vallo di Diano. La gente deve capire che perdita del Tribunale di Sala Consilina si tradurrà in una perdita di “ricchezza”, che contribuirà a peggiorare le condizioni del nostro, già depauperato, territorio.”

  • D. – Pensa che il gruppo “No alla chiusura del tribunale di Sala Consilina” contribuisca a svuotare le piazze o è una via per ripopolarle?

R. – “Il confronto iniziato sul gruppo tra persone che guardano al problema con occhi e sensibilità differenti è un’occasione di incontro virtuale che può e deve divenire occasione di collaborazione e di discussione reale e concreta, anche neNoemi_Erricoll’ottica di porre rimedio al danno subito”

  • D. – Qual è il suo vissuto in rapporto ai recenti avvenimenti relativi al Tribunale di Sala Consilina?

R. – “Il mio vissuto relativamente al problema è quello di tutti noi utenti dei servizi della giustizia, se non con qualche particolarità, avendo supportato e partecipato a varie forme di protesta anche eclatanti. Abbiamo subito, al di là di una “riforma” concepita con criteri illogici ed antieconomici, un vero e proprio furto per le modalità con cui l’accorpamento viene eseguito nel concreto. Ora confidiamo nell’accoglimento delle nostre istanze in sede politica e giudiziaria, poiché sono più che fondate”.

Fabrizio Carucci – ondanews –

 

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