Il dottore Pierdomenico Di Benedetto, professionista di Polla, ospite in collegamento su Raiuno del noto programma “Unomattina” condotto da Monica Giandotti e Marco Frittella.

Nel corso del servizio intitolato “Gli italiani e il Covid“, il dottor Di Benedetto ha offerto la sua testimonianza personale del rapporto con il virus, dato che nel mese di aprile è risultato contagiato. “La malattia ti dà un grande senso di solitudine – ha spiegato – ti manca l’abbraccio, il contatto. Poi si prova gratitudine per i colleghi, gli infermieri, il personale che ti danno forza e ti sorridono con gli occhi, ti toccano anche se con tre paia di guanti e riescono a farti stare sveglio e darti la speranza“.

Ricordiamo che Pierdomenico Di Benedetto, nel corso della malattia, è stato ricoverato all’ospedale “Luigi Curto” di Polla. “Gli operatori sanitari vanno formati e informati prima– ha proseguito – in modo tale che non restino alla mercè di una pandemia che non conosciamo, con dispositivi e una linea unica che deve essere dettata da un organismo unico. Non va bene regionalizzare la Sanità ma bisogna avere un linguaggio unico“.

Le pandemie si vincono e si gestiscono sui territori, non bisogna far arrivare le persone negli ospedali – ha poi affermato -. Quindi bisogna assumere medici e personale che girino nelle case delle persone e le controllino. Dovevamo partire subito con delle task force già da gennaio. Adesso ci sono Unità che lavorano bene ma bisogna ancora fare molto sui territori che sono lasciati soli. Potenziamo il territorio per far sì che le epidemie vengano controllate e gestite soprattutto per i paucisintomatici“.

In collegamento insieme al medico di Polla anche il giornalista Beppe Severgnini, che ha chiesto di “non usare parole allarmistiche, noi dei media abbiamo una grande responsabilità. Ci deve essere un momento della giornata in cui la gente deve staccare“.

– Chiara Di Miele –

 

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