Momenti di grande gioia ed emozione quelli vissuti ieri sera dalla comunità di San Pietro al Tanagro. Dopo alcuni lavori di restauro, l’amata statua del Crocifisso ha fatto ritorno nella Chiesa Madre di San Pietro Apostolo.

I saluti iniziali sono stati affidati al parroco don Franco Maltempo ed Elena Fiordispina in rappresentanza di tutto l’ex comitato festa, composto da 9 signore appartenenti al Gruppo Pastorale parrocchiale, che con tanti sacrifici hanno commissionato il restauro per riportare l’opera del 1898 al suo splendore iniziale e lasciare un segno del loro operato.

E’ intervenuto l’architetto Enrico Coiro che ha relazionato sulla commistione delle motivazioni storiche e religiose che sottintende il lavoro di ripristino con una dettagliata riflessione sul valore iconico-religioso del Crocifisso. Il logoramento del tempo investe i manufatti in legno e la loro manutenzione passa attraverso interventi che alterano la fisionomia dell’opera. Sulla statua erano presenti danni dovuti al sollevamento della pellicola pittorica. La pittura, sovrapponendosi, aveva anche nascosto anche l’originale disposizione delle ferite e la fuoriuscita del sangue. Nonostante la ridipintura avesse completamente ricoperto la firma dell’autore, l’artigiano, che si era occupato della manutenzione, aveva replicato l’autografo ricreandone uno falso. Il restauro è stato affidato al laboratorio Iris di Buonabitacolo gestito dal Maestro Luigi Parascandolo.

“Per gli abitanti di San Pietro al Tanagro la parola Crocifisso rappresenta il monte su cui sorge la Cappella, la festività e i riti connessi e la statua vera e propria – commenta – Il Crocifisso quindi costituisce un riferimento religioso e anche una sorta di identificazione tra gli abitanti e la devozione che parte da un luogo, si innesta in una ritualità e si concretizza nella venerazione di una statua. Il ritorno in sede del Crocifisso sembra una nuova deposizione. Reintegrata la consistenza del legno della croce e reintegrate le dorature dei bordi, la statua ha acquisito nuova visibilità iconica e nuova vita. Il senso del restauro si legge come un lascito testamentario ed eredità devozionale”.

Le conclusioni sono state affidate al primo cittadino Domenico Quaranta che ha sottolineato come “il Crocifisso appartiene alla comunità insieme al simbolo della tiara e delle chiavi. Il simbolo svolge una funzione e uno scopo identitario che è quello del valore in cui si riconosce una comunità. La festa del Crocifisso coinvolge anche i paesi vicini”.

In questi anni, grazie al lavoro delle signore e con la collaborazione dell’Amministrazione, sono state restaurate anche le pale che si trovano vicino l’altare.

Presenti anche il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Pagliarulo e i consiglieri di minoranza Piera Aromando, Giuseppe Coiro e Antonio Ricotta. E’ seguito poi il canto del Crocifisso e la benedizione. La statua sarà esposta in chiesa fino a domenica, 1° maggio, verrà portata sul monte.

 

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