“Il Green pass è la condizione per tenere aperte le attività economiche”.

E’ quanto ha affermato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha annunciato le misure adottate con il nuovo decreto sul Green pass approvato dal Consiglio dei ministri. E’ stata annunciata, inoltre, la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre.

“La variante Delta del virus è minacciosa. La campagna vaccinale ha permesso al Paese di riprendersi – ha aggiunto – L’invito che rivolgo a tutti gli italiani è quello di vaccinarsi. A farlo subito. Devono proteggere sè stessi e le loro famiglie”.

Presenti in conferenza stampa anche la Guardasigilli Marta Cartabia e il ministro della Salute Roberto Speranza. “L’estate è già serena e vogliamo che rimanga tale – ha riferito Draghi – Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. E’ una misura che dà serenità non che toglie serenità”.

“Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi. Questa è la strada per uscire da questa situazione”, ha riferito Speranza che ha spiegato anche i nuovi parametri per i passaggi di colore delle regioni.

Sono Zona bianca le regioni nei cui territori alternativamente l’incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive; l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una delle due seguenti condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 15%; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 10%.

Sono Zona gialla le regioni nei cui territori alternativamente l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti; l’incidenza settimanale dei casi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una delle due seguenti condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 30%; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 20%.

Sono Zona arancione le regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti; sono Zona rossa le regioni nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti e si verificano entrambe le seguenti condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid è superiore al 40%; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è superiore al 30%.

Dal 6 agosto è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 l’accesso a: servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo al
chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture
ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici. Queste condizioni si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa laddove i servizi e le attività siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone. I titolari o i gestori dei servizi e delle attività sono tenuti a verificare che l’accesso avvenga nel rispetto delle prescrizioni.

Ricordiamo che per certificazione verde Covid-19 (Green Pass) si intendono, così come disposto dall’articolo 9 del DL 52 dello scorso 22 aprile, le certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-COV-2 (anche prima dose) oppure l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus oppure la l’avvenuta guarigione dal virus.


 

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