
Una settimana in Italia e una settimana in Svizzera, completamente gratuite grazie al programma di mobilità Movetia. Quando la scuola apre le sue porte al mondo, i ragazzi crescono. È questa la sintesi di ciò che hanno vissuto le studentesse e gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Marco Tullio Cicerone” di Sala Consilina protagonisti assoluti di uno scambio internazionale con il Gymnasium Burgdorf della Svizzera tedesca.
Il progetto, ideato e promosso grazie ai fondi di Movetia, l’agenzia svizzera per la mobilità e gli scambi scolastici, ha permesso a un gruppo di giovani italiani e svizzeri di varcare i confini non solo geografici ma anche culturali e linguistici, senza alcun onere per le famiglie.
Il tema centrale dello scambio era il confronto tra le tradizioni locali e la sostenibilità ambientale. In un’epoca in cui il cambiamento climatico è al centro del dibattito globale, i ragazzi hanno dimostrato che si può viaggiare, scoprire, imparare e meravigliarsi nel rispetto del pianeta. Infatti i trasferimenti tra i due Paesi sono stati effettuati esclusivamente in treno, scegliendo il mezzo di trasporto più ecosostenibile disponibile. E sia in Italia che in Svizzera, gli studenti hanno soggiornato presso famiglie ospitanti, vivendo la quotidianità dell’altro con tutto ciò che questo comporta in termini di calore umano, curiosità reciproca e scoperta autentica.
Lo scambio si è articolato in due fasi distinte: una prima settimana, dal 22 al 28 febbraio, in cui gli studenti svizzeri sono stati ospiti nel Vallo di Diano, immersi nella bellezza e nella storia del territorio campano e una seconda settimana, dal 14 al 21 marzo, in cui i ragazzi della scuola valdianese hanno vissuto la Svizzera, la sua efficienza, le sue tradizioni e i suoi paesaggi alpini.
Dopo l’arrivo degli studenti svizzeri e la sistemazione presso le famiglie ospitanti, il programma è entrato subito nel vivo: il primo giorno è stato dedicato alla scuola: tour dell’istituto, ingresso nelle classi e, nel pomeriggio, un incontro presso la sede “Torquato Tasso” seguito da una passeggiata nel bellissimo centro storico di Sala Consilina. I giovani hanno preso parte ad un workshop di moda condotto dalla professoressa Guida, un tuffo nell’artigianato e nella creatività del Sud Italia, e poi hanno visitato le spettacolari Grotte di Pertosa-Auletta, tra le più grandi cavità carsiche d’Europa con il loro fiume sotterraneo e le loro stalattiti millenarie.
Gli ospiti svizzeri sono entrati a contatto con un’altra tradizione profondamente radicata nel territorio: il workshop di caseificazione guidato dal professor Giglio e i ragazzi hanno imparato con le proprie mani l’arte della produzione del formaggio. In seguito si sono recati ai Musei Diocesani e hanno passeggiato nel suggestivo centro storico di Teggiano, borgo medievale di straordinaria bellezza.
Si sono recati alla Certosa di Padula, patrimonio dell’UNESCO e uno dei complessi monastici più grandi d’Italia, con il suo celebre chiostro a portici, i suoi affreschi e la sua storia secolare che ha lasciato tutti a bocca aperta. Il programma si è chiuso con il tour ai Templi di Paestum, tra i siti archeologici più importanti del Mediterraneo: i tre templi greci dorici, tra i meglio conservati al mondo, hanno emozionato anche i più giovani.
Tre settimane dopo, è stato il turno dei ragazzi di Sala Consilina di partire verso nord, alla scoperta della Svizzera.
Dopo l’arrivo a Burgdorf, i giovani italiani sono stati accolti dalle loro famiglie ospitanti svizzere e la domenica è stata dedicata interamente alla vita familiare: una giornata semplice e preziosa, vissuta dentro le case, le abitudini e i ritmi di una famiglia svizzera.
Poi il gruppo è stato portato in uno dei luoghi più iconici della Svizzera del gusto: la Maison Cailler di Broc, storica fabbrica di cioccolato fondata nel 1819. Una visita immersiva tra profumi, sapori e la storia di una tradizione artigianale che ha conquistato il mondo. I ragazzi hanno anche partecipato alle lezioni del Gymnasium, hanno ricevuto un saluto ufficiale di benvenuto nell’Aula Magna e hanno seguito lezioni speciali di geografia e cultura rurale svizzera, oltre a una visita guidata della città di Burgdorf.
Mercoledì 18 marzo ha riservato una delle giornate più ricche e memorabili dell’intera settimana, divisa tra cultura, convivialità e festa. La mattina il gruppo ha raggiunto in treno Zurigo, la città più grande della Svizzera, prima tappa il Museo Nazionale Svizzero, Landesmuseum, che custodisce tremila anni di storia elvetica: reperti preistorici, armature medievali, arte sacra, costumi popolari e oggetti quotidiani di epoche lontane, un viaggio nel tempo che ha affascinato tutti. Dal museo, il gruppo si è poi immerso nel centro storico di Zurigo: le strette vie lastricate del quartiere medievale, le facciate colorate delle corporazioni lungo la Limmat, le torri romaniche del Grossmünster e del Fraumünster con le sue celebri vetrate di Marc Chagall, i ponti sul fiume e l’atmosfera unica di una città che sa essere al tempo stesso moderna e profondamente radicata nella propria storia.
Rientrati a Burgdorf ad attendere gli studenti del “Cicerone” c’era una grande festa nella casa messa a disposizione dal Gymnasium, uno spazio che per una sera è diventato il cuore pulsante dello scambio. I giovani svizzeri hanno aperto la serata presentando i loro lavori e ricerche sul progetto di scambio: approfondimenti sulle tradizioni italiane e svizzere, riflessioni sul confronto tra i due territori, immagini e storie raccolte durante le settimane trascorse insieme. A seguire, tutti ai fornelli: i ragazzi svizzeri hanno preparato un piatto tipico della tradizione elvetica, condividendo con i loro amici italiani sapori e ricette di casa, in un momento di scambio autentico e genuino attorno al cibo. La serata si è poi conclusa nel segno della leggerezza e del divertimento: giochi da tavolo tra risate e sfide amichevoli e un’accesa e appassionante partita di pallavolo che ha mescolato le squadre, abbattuto le ultime barriere linguistiche e trasformato compagni di scuola in amici veri.
Dopo c’è stata la visita a Berna, capitale federale. Con i ragazzi svizzeri nei panni di guide d’eccezione, il gruppo ha attraversato il cuore storico della città: le arcate dei portici medievali, la Zytglogge con il suo celebre orologio astronomico, le fontane rinascimentali e la Rosengarten con il suo panorama mozzafiato sui tetti di Berna. A seguire, la visita al Museo della Comunicazione, interattivo e coinvolgente, ha offerto uno sguardo affascinante sull’evoluzione dei mezzi di comunicazione dall’antichità ai giorni nostri. I giovani sono entrati nel Palazzo Federale, sede del Parlamento svizzero, e hanno avuto il privilegio eccezionale di assistere in diretta a una seduta dell’Assemblea federale, quella sessione parlamentare del mese di marzo in cui i deputati e i senatori elvetici si riuniscono per discutere e votare alcune proposte di legge all’ordine del giorno. Seduti nelle tribune riservate al pubblico, hanno potuto osservare con i propri occhi il funzionamento reale della democrazia diretta svizzera: il dibattito ordinato, le procedure di voto, la solennità dell’aula e la consapevolezza di trovarsi nel luogo in cui si decide il futuro di un Paese. Un’esperienza di educazione civica autentica e irripetibile, che nessun libro di testo avrebbe mai potuto restituire con la stessa forza.
Il programma si è concluso con una giornata intensa e simbolica: lezioni in inglese al Gymnasium, visita alla chiesa protestante di Burgdorf con il pastore Manuel Dubach, tour al magnifico Castello di Burgdorf con guida in inglese e infine un aperitivo ufficiale allo Stadthaus con la rappresentanza locale, un riconoscimento pubblico dell’importanza di questo scambio.






