
La Corte europea dei Diritti Umani si è espressa in merito all’inquinamento ambientale che le Fonderie Pisano avrebbero causato nei comuni di Salerno, Pellezzano e Baronissi.
La Corte europea ha condannato l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata di 151 cittadini che hanno fatto ricorso a Strasburgo nel 2018 per i danni subiti a causa delle Fonderie Pisano.
Le autorità italiane non avrebbero preso tutte le misure necessarie per garantire l’effettiva tutela dei diritti dei cittadini in relazione all’inquinamento ambientale causato dal proseguimento dell’attività delle fonderie Pisano che si trova a non più di 6 km delle loro abitazioni.
“Nonostante gli effetti tangibili di misure adottate dopo il 2016, volte a ridurre al minimo gli effetti nocivi dell’attività della fonderia, le autorità, nell’autorizzare la prosecuzione dell’attività, non hanno considerato i precedenti effetti nocivi significativi sulla popolazione locale derivanti dall’esposizione prolungata all’inquinamento” così ha sottolinenato la Corte dei Diritti Umani.
“Oggi, per la nostra comunità, ovvero quella di Salerno ed in particolar modo della Valle dell’Irno, è una giornata epocale – dichiara il presidente dell’Associazione “Salute e Vita” Lorenzo Forte -. La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo mette la parola fine all’accertamento della verità storica sul disastro ambientale e sulla devastazione causata dall’inquinamento delle Fonderie Pisano. Siamo soddisfatti di questa sentenza, che condanna inequivocabilmente lo Stato italiano e tutti gli organi istituzionali responsabili, quali la Regione Campania, il Comune di Salerno e l’ASL, che avevano il potere, ma soprattutto il dovere, di tutelare l’articolo 8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. La Corte ci dà pienamente ragione su tutto ciò che abbiamo denunciato in questi decenni, sul grido di dolore che arrivava dalla Valle dell’Irno. Oggi la nostra gioia è però mista all’amarezza, quella di sapere di aver avuto sempre ragione ma di non essere mai stati ascoltati. Un autorevole organo giurisdizionale internazionale, con questa condanna, mette in evidenza in maniera chiara le responsabilità istituzionali sulla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo“.
Sabato 10 maggio, alle ore 11.15, al Bar Verdi Caffè Letterario in Piazza Luciani l’associazione approfondirà la sentenza insieme ad alcuni dei 153 ricorrenti che l’hanno resa possibile sottoscrivendone il ricorso nel 2019.
“Questa sentenza la dedichiamo in particolare ad alcuni defunti, come Antonella Todisco, Franco Calce, Vito Todisco e Palma Ferrara, tra i tanti morti ed ammalati di patologie tumorali, che vivevano nei pressi della fonderia e che non sono stati tutelati dallo Stato – conclude Forte -. Dedichiamo a loro, a queste vittime dell’inquinamento, questa sentenza storica e la dedichiamo anche, voglio sottolineare in maniera particolare, ad almeno 2 dei 153 ricorrenti che erano in vita nel 2019, quando hanno sottoscritto il ricorso, come il professor Pino Cantillo ed il signor Ugo Di Concilio, i quali denunciavano nelle loro abitazioni il lezzo nauseabondo delle Fonderie Pisano e l’inquinamento atmosferico a questo collegato. Questi attivisti non ci sono più, deceduti per patologie collegate all’inquinamento, ed oggi, all’arrivo di questa sentenza, non hanno potuto avere la soddisfazione di vedere i risultati raggiunti grazie anche alla loro battaglia per la vita, la salute e l’ambiente, per garantire anche alle future generazioni della Valle dell’Irno quell’articolo 8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il rispetto della propria vita privata e familiare“.
Il presidente del Codacons Campania Matteo Marchetti ha definito “questa sentenza la dimostrazione che lì dove lo Stato Italiano almeno in parte fallisce interviene l’Europa; il Codacons Campania è stato per anni in battaglia nei processi penali nei confronti delle Fonderie Pisano per la salvaguardia dell’ambiente nella città di Salerno e nella Valle dell’Irno. Complimenti a tutti coloro che hanno ottenuto anche questo importante risultato che costituirà un rilevantissimo precedente in tutta Italia per la lotta all’inquinamento ambientale”.


