La condanna di oggi nei confronti dei titolari delle Fonderie Pisano per reati connessi all‘inquinamento ambientale conferma i sospetti sulle condotte illecite compiute all’interno dell’opificio di Fratte e rispetto ai quali ci battiamo da anni. E’ sempre una sconfitta per i cittadini quando, a dare risposte, sono i tribunali e non la politica, spesso dopo decenni trascorsi dall’inizio degli eventi incriminati, tra sit-in e mobilitazioni. Seppur limitatamente ad alcune fattispecie, quanto statuito dal giudice configura degli illeciti gravissimi nei confronti dei cittadini e dell’ambiente in un procedimento nel quale, ricordo, anche il Ministero della Salute si è costituito parte civile. Ciò che è avvenuto negli ultimi vent’anni nella fabbrica di Fratte è una responsabilità individuale, ma anche politica di una classe dirigente che non ha mai difeso apertamente la salute dei salernitani“. A denunciarlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano.

Tra i reati ambientali condannati anche lo smaltimento di rifiuti speciali. Un danno per la popolazione della Valle dell’Irno e per questo condividiamo la posizione del Comitato Salute e Vita che si definisce ‘non pienamente soddisfatto perché, per alcuni reati, sono stati assolti’. Non una giustizia piena, quindi per gli esponenti del comitato, perché ci si aspettava, infatti, ulteriori condanne per tutti i capi di imputazione” continua Cammarano.

In attesa di leggere le motivazioni sia per la condanna che l’assoluzione, – spiega Cammarano – auspichiamo che la Procura faccia ricorso in appello, affinché il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, venga rispettato anche nella Valle dell’Irno. Per cui la nostra battaglia continua, con più forza di prima. La politica non può permettersi di essere sorda rispetto al grido doloroso dei cittadini. Non solo miasmi e inquinamento da fumi di diossina, ma è in gioco la vita delle persone. Andremo avanti, per garantire e monitorare la salubrità dell’aria e delle acque, per bonificare in futuro tutto il territorio, deturpato da una struttura ormai troppo vetusta e non più in linea con i parametri di sicurezza internazionali e con un contesto urbanizzato che contrasta con la presenza di un’industria nel tessuto sociale, a contatto diretto con le abitazioni, porta di accesso alla città di Salerno. La nostra Terra va difesa, tutelata: abbiamo l’obbligo morale di consegnare ai nostri figli e alla next generation un habitat naturale sostenibile, un futuro migliore e una vita sana“.

– Chiara Di Miele –

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