Più esami e ricoveri, più medicinali e più visite inutili e persino dannosi per gli assistiti. Ma anche l’inverso: meno trattamenti per paura delle conseguenze. Il tutto si traduce in costi superflui per i bilanci, pubblici e familiari, sui cui pesano come non mai in periodi di crisi economica e tagli all’assistenza sanitaria. E in maggiori rischi per i pazienti.

Sono queste le conseguenze di quella che viene chiamata “medicina difensiva”, cioè quel fenomeno per il quale i medici sono portati a un eccesso di prescrizioni dalla paura di essere trascinati in tribunale per presunti errori e omissioni da pazienti assistiti da avvocati e studi legali che non sempre si fanno scrupolo di accertarsi che vi sia fondata ragione di accusare il medico d’aver sbagliato qualcosa.

Gli esami inutili legati alla medicina difensiva costano all’Italia 13 mld l’anno.








Per questo il ministero sta lavorando a protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno in gravidanza.

In Italia ci sono mediamente 500mila donne incinte l’anno, ma spesso si eccede nella prescrizione di ecografie ed analisi, e si effettuano ricoveri inutilmente inutili: due o tre giorni in più nella degenza valgono miliardi.

Secondo il report del ministero, il 77,9% del campione dei medici ha tenuto almeno un comportamento di medicina difensiva nell’ultimo mese di lavoro, quota che arriva addirittura al 92,3% nella classe 32-42 anni. Il 68,9% ha proposto o disposto il ricovero di pazienti che riteneva gestibili ambulatorialmente e il 61,3% ha prescritto un numero di esami maggiore rispetto a quello ritenuto necessario per effettuare la diagnosi.

Slow Medicine, rete di professionisti e di cittadini che si riconosce in una “Medicina sobria, rispettosa e giusta”, è partita da questa premessa per lanciare in Italia, in analogia all’iniziativa Choosing Wisely già in atto negli Stati Uniti, il progetto “Fare di più non significa fare meglio”. Il progetto si propone di migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi sanitari in Italia attraverso la riduzione di esami diagnostici e trattamenti che spesso non sono efficaci e rischiano di essere addirittura dannosi.

Bibliografia: www.farmacia.it – www.quotidianosanita.it – www.healthdesk.it


 Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


 

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