Dal terzo mese in poi, sempre sotto controllo medico, si può chiedere supporto alla fitoterapia per alleviare qualche piccolo disturbo e rendere più serena la gravidanza.

E’ il caso della camomilla, tradizionalmente usata per favorire il rilassamento e conciliare il sonno, oltre che per attenuare disturbi digestivi. Per quanto siano limitate le informazioni sul suo impiego in gravidanza non si sono mai registrati eventi avversi degni di nota. Si deve porre, però, attenzione sull’uso di alti dosaggi dell’estratto perché si potrebbero stimolare le contrazioni uterine. Invece nella fase post-partum esercita degli effetti galattogeni e migliora un’eventuale condizione di lieve depressione e stato ansioso.

Altri fitoterapici sono da sempre sfruttati come validi alleati anche se mancano studi specifici in gravidanza. E’ il caso dell’infuso di foglie di lampone, utile nell’arricchire di minerali e vitamine il latte materno e valido ricostituente del tessuto uterino. Per uso esterno si rivela utile nell’attenuare emorroidi, ragadi anali e al seno mediante impacchi con compresse di cotone imbevute.

Moltissimi sono invece gli studi scientifici sullo zenzero tanto che all’interno delle linee guida pubblicate dalla Royal College of Obstetricians and Gynaecologist lo si riconosce come valido rimedio naturale per contrastare la nausea gravidica e come antiemetico. Lo si può assumere in sicurezza nel corso della gravidanza sotto forma di una calda tisana, ma anche il suo estratto secco è stato testato in modo positivo. Questa pianta ha dimostrato molti benefici: è digestiva e riduce il bruciore di stomaco post-prandiale, è depurativa e drenante, contrasta tosse e mal di gola.

Infine, un evento piuttosto frequente e fastidioso durante una gravidanza sono le infezioni delle vie urinarie. Il succo di mirtillo rosso americano, noto come cranberry, è ormai una soluzione pienamente accettata, da affiancare alle cure tradizionali per ridurre l’impiego di antibiotici. Il suo uso in gravidanza è efficace e sicuro anche se va sempre monitorato. Inoltre, soprattutto in caso di cistiti ricorrenti è molto utile il ricorso ai probiotici. Infatti, l’anatomia femminile favorisce il passaggio di batteri patogeni dall’intestino all’ambiente vaginale o alla vescica. Di recente è disponibile un prodotto simbiotico contenente due specie di Lattobacilli vivi, il Rhamnosus ed il Paracasei, che riescono a superare facilmente l’ambiente gastrico e biliare e giungere in gran numero in ambiente intestinale dove prolificano a danno delle specie patogene.

Bibliografia: FarmaciaNews marzo 2020


Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*