Si è conclusa nella giornata di venerdì una complessa operazione di polizia ambientale, operata dalla Guardia Costiera di Agropoli sotto la direzione del Pubblico Ministero Vincenzo Palumbo della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, nell’ambito della quale i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo.

Oggetto del provvedimento un edificio in cemento armato della superficie di circa 1500 metri quadrati su due livelli, situato nella meta turistica di San Nicola del comune di Montecorice e divenuto un pericolo per la pubblica incolumità, a causa delle condizioni strutturali fatiscenti e per ragioni di igiene e sanità pubblica.

L’intera struttura del fabbricato, compresa l’area di pertinenza (per un totale di circa 3000 metri quadrati di superficie), era diventata una vera e propria discarica a cielo aperto di rifiuti vari, rappresentando una minaccia per l’incolumità pubblica a causa del cemento armato lesionato in più parti e della presenza di pericolosi crateri nelle aree circostanti e nei solai. L’area è inoltre sprovvista di qualsiasi tipo di delimitazione o recinzione (perciò facilmente accessibile da qualsiasi avventore) ed è situata in prossimità di strade pubbliche con numerosi complessi e villaggi residenziali.

L’attività di indagine ha consentito di accertare che la società proprietaria dell’immobile, nonostante le Ordinanze sindacali emanate dal Comune di Montecorice, non aveva mai provveduto a mettere in sicurezza l’area ed eliminare le conseguenze dannose e pericolose per l’integrità dell’ambiente e l’incolumità delle persone, in violazione delle norme del Codice Penale e Testo Unico Ambientale.

L’operazione, eseguita sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania diretta dal Procuratore Antonio Ricci, si inserisce nell’attività di monitoraggio, vigilanza e tutela dell’ambiente che la Guardia Costiera svolge costantemente nell’ambito delle linee d’indirizzo dettate, in ambito regionale, dalla Direzione Marittima della Campania.

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